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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca Torre annunziata / Via Marzabotto

Droga e racket nel rione Poverelli, 17 arresti: scoperto il "codice" dei pusher

Dall'attività investigativa è emersa la particolare prudenza adottata dagli spacciatori, che usavano particolari espressioni ("ambasciata, caffè, toso, biscotto") per capirsi tra loro

Stamattina i carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito un'ordinanza cautelare, emessa dal Gip di Torre Annunziata su richiesta della procura, nei confronti di 17 persone. Si tratta di indiziati, a vario titolo, di detenzione e spaccio di cocaina, di estorsione, detenzione e porto illegali in luogo pubblico di armi comuni da sparo. Un totale di 60 capi di imputazione, dei quali 58 concernenti la droga.

L'attività investigativa

Le indagini sono partite nel dicembre 2018 a seguito del ferimento a colpi d'arma da fuoco di un uomo, risultato poi essere un acquirente di droga, nel rione popolare "Poverelli" del centro storico di Torre Annunziata. Un'attività arrivata fino a marzo 2019 e che ha permesso di documentare un rilevante numero di cessioni di cocaina a numerosi acquirenti provenienti da tutta la provincia napoletana, questo da parte di pusher appartenenti a diversi nuclei familiari, tutti residenti nel rione.

Sono state utilizzate intercettazioni di conversazioni telefoniche e ambientali, osservazioni, pedinamenti, e raccolti quelli che gli inquirenti definiscono "gravi indizi di colpevolezza" a carico dei presunti fornitori della droga. Nel corso delle indagini sono peraltro avvenuti tre arresti in flagranza di reato e il sequestro di oltre 70 grammi di stupefacenti.

Il "codice" dei pusher

Dall'attività investigativa è emersa la particolare prudenza adottata dagli spacciatori, che si avvalevano di un particolare "codice" per trattare le cessioni di droga. Usavano espressioni convenzionali come "ambasciata, caffè, toso, biscotto", chiamavano le dosi "pallini". Inoltre, a proposito della loro attenzione a non farsi scoprire, ricevevano gli acquirenti abituali all'interno di appartamenti protetti da sistemi di videosorveglianza installati abusivamente.

Alcune compravendite sono state realizzate da persone tra l'altro ai domiciliari, oppure usando come corrieri "a domicilio" dei ragazzini minorenni.

Le estorsioni

Nel corso delle indagini sono emerse anche condotte estorsive volte al recupero di crediti maturati con la vendita della droga, queste attuate da alcuni degli indagati che erano anche in possesso di armi.

Le misure cautelari

Per 14 degli indagati, cinque dei quali già detenuti in carcere per altra causa, è stata disposta la custodia cautelare in carcere; per due indagate è stato disposto il divieto di dimora nella città metropolitana di Napoli; per un'altra indagata disposto l'obbligo di dimora nel comune di Gragnano.

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