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Clan Lo Russo, 19 presunti affiliati arrestati per traffico di droga

La banda sgominata era dotata di radio ricetrasmittenti per comunicare in totale libertà. L'organizzazione si avvaleva di vedette per segnalare l'arrivo delle forze di polizia e di spacciatori che sostavano in strada in attesa dei clienti

Le indagini coordinate dai pm Roberta Simeone e Sergio Amato hanno portato ieri all’arresto di 19 persone con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Il reato è aggravato dall'aver favorito il clan camorristico dei Lo Russo, egemone nella zona compresa tra Piscinola e Scampia.

L’operazione, coordinata dai carabinieri del Vomero, ha messo in luce il metodo del gruppo per comunicare. Senza dare nell'occhio, usavano infatti walkie talkie le cui frequenze sono difficili da intercettare.

L’attività di spaccio è stata poi filmata con telecamere da militari. Durante questo periodo dieci persone sono state arrestate per il possesso di piccole quantità di stupefacente - marijuana, crack o cocaina - di cui in totale sono stati sequestrati 600 grammi. Sequestrati anche, in più riprese, diecimila euro.

Dalle indagini è inoltre emerso che l'organizzazione si avvaleva di vedette per segnalare l'arrivo delle forze di polizia e di spacciatori che sostavano in strada in attesa dei clienti; all'occorrenza, però, i componenti della banda si scambiavano i ruoli.

Quella di ieri è la seconda inchiesta che colpisce in pochi giorni il clan capeggiato dai fratelli Lo Russo. Recentemente erano stati arrestati numerosi altri affiliati oltre ad alcuni vigili urbani. Gli investigatori avevano scoperto che il clan imponeva nelle zone di Chiaiano e Piscinola la tangente sulle costruzioni abusive: quanti volevano edificare senza avere la concessione si rivolgevano a ditte amiche dei Lo Russo, pagavano una consistente somma di denaro agli emissari dei boss e ottenevano la costruzione senza problemi

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