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Contrabbando di sigarette: 46 arresti a Napoli e in Polonia

46 arresti tra il napoletano e la Polonia per il contrabbando di sigarette che ormai sono prodotte in Ucraina e stoccate in Polonia. L'attività era gestita da famiglie storicamente legate al contrabbondo, come i figli della Cassinese

Quarantasei ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di cittadini italiani e polacchi eseguite tra Napoli, province Campane e la Polonia, più il sequestro di una grande quantità di sigarette senza regolare bollino del Monopolio. Questi i risultati di una maxi operazione della Guardia di Finanza contro il contrabbando di sigarette internazionale.

L'inchiesta della procura di Napoli racconta di un fenomeno che, sia pure modificato e adattato alla nuova realtà, resiste ancora e che appare anzi in sensibile ripresa, dopo i colpi inferti negli anni Novanta dalla reazione dello Stato in seguito agli speronamenti dei mezzi della Finanza. Le indagini dei finanzieri riguardano le nuove vie del contrabbando delle "bionde": oggi le sigarette che arrivano sul mercato partenopeo sono prodotte in Ucraina, vengono stoccate in Polonia - le organizzazioni si sono insediate da oltre un decennio a Varsavia - e sono trasportate fino a Napoli a bordo di autocarri, furgoni, auto quasi sempre scortati da staffette.

Le sigarette sono acquistate a cinquanta centesimi al pacchetto e sono rivendute al dettaglio a 2 euro e 50: e in tanti, a Napoli ma non solo, si sono convertiti all'acquisto di sigarette di contrabbando anche in considerazione dei forti aumenti di quelle vendute in tabaccheria.

A gestire l'attività erano famiglie napoletane tradizionalmente legate al contrabbando. Tra i latitanti figurano infatti anche due figli della Cassinese, ormai mitica figura del contrabbando nei quartieri del centro antico, e gli inquirenti hanno anche accertato che diversi esponenti dell'organizzazione si erano perfettamente inseriti nel tessuto sociale dell'est Europa sposando ragazze polacche.
Inevitabile, sullo sfondo, la presenza della camorra anche se a nessuno degli indagati è contestata l'accusa di associazione mafiosa. I napoletani trasferiti a Varsavia - spiegano gli investigatori - avevano frequenti rapporti con le cosche dei Licciardi e a quelle del rione Forcella, interessate agli introiti e a cui venivano destinati i carichi da distribuire nei vari quartieri.
E' così che nei quartieri della vecchia Napoli - Borgo sant'Antonio Abate, Lavinaio, Forcella - sono rispuntate le bancarelle con le stecche di Marlboro, Chesterfield, Pall Mall come negli anni d'oro del contrabbando, che va dall'immediato dopoguerra della "Napoli milionaria" di Eduardo agli anni Ottanta, quando le delegazioni di contrabbandieri in rivolta, per scongiurare più gravi problemi di ordine pubblico, venivano ricevute in prefettura.
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