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Racket: in manette sei affiliati Clan Rea Veneruso

Sei persone ritenute affiliate al clan camorristico Rea-Veneruso sono state arrestate da agenti della Dia e dai carabinieri del comando provinciale di Napoli. Nei loro confronti l'accusa di associazione camorristica, usura ed estorsione

Associazione camorristica, usura ed estorsione: queste le accuse rivolte a sei persone arrestate tra Volla e Casalnuovo.

I sei fermati, ritenuti affiliati al clan camorristico Rea-Veneruso sono state arrestate da agenti della Dia e dai carabinieri del comando provinciale di Napoli nell'ambito di indagini dirette dalla DDA di Napoli.

L'operazione delle forze dell'ordine è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione delle vittime delle estorsioni che hanno consentito di dare una svolta alle indagini.

Le indagini che hanno portato all'emissione delle misure cautelari costituiscono la naturale prosecuzione dell'attività svolta dalla Direzione investigativa antimafia di Napoli su delega dalla Dda di Napoli, attività che nel novembre del 2009 ha permesso di arrestare quindici persone appartenenti al clan Veneruso, tra le quali colui che ne viene ritenuto il capo, Francesco Rea, con l'accusa di associazione mafiosa, usura, estorsione e violazione del testo unico bancario, i cui affari ammontavano a oltre 200.000 euro mensili.

Determinanti, nell'attività svolta dalla Dia, sono state le dichiarazioni delle vittime che, sottolineano negli ambienti investigativi, rassicurate anche dai recenti arresti di boss e gregari dell'organizzazione, hanno deciso finalmente di affidarsi alla giustizia, raccontando anni di vessazioni e soprusi subiti e consentendo di far luce, non solo su episodi già precedentemente emersi, relativamente ai quali non si erano acquisiti sufficienti elementi probatori, ma anche su gravissimi fatti non ancora conosciuti. Nel corpo del provvedimento cautelare, lo stesso giudice delle indagini preliminari, nel prendere atto delle risultanze investigative acquisite, ha evidenziato come effettivamente - a seguito dell'opera di contrasto svolta dal personale della DIA e dalla magistratura inquirente - ci sia stato un effettivo cambio di tendenza da parte degli imprenditori e commercianti nei confronti dei loro aguzzini. Nell'ambito dell'operazione sono state eseguite diverse perquisizioni.



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