Clan Perillo-Panico, due arresti per estorsione

Il provvedimento cautelare giunge all’esito di un'articolata indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli e condotta dalla Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Castello di Cisterna

Nel pomeriggio di mercoledì a Sant’Anastasia i Carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia di Castello di Cisterna (NA) hanno dato esecuzione all’Ordinanza di custodia cautelare in carcere e in regime di arresti domiciliari emessa – su richiesta della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia – dall’Ufficio GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di due persone, una collocata in carcere l'altra agli arresti domiciliari, ritenute responsabili, in concorso tra loro, del reato di estorsione (art. 629 c.p.), aggravato dal c.d. "metodo mafioso" (art. 416bis 1 c.p.). 

Il provvedimento cautelare in questione giunge all’esito di articolata indagine – coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli e condotta dalla Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Castello di Cisterna – che ha permesso di confermare il ruolo di elemento apicale in seno al clan "Perillo-Panico", operante nel comune di Sant’Anastasia, di Ciro Perillo, alias “o’ cantiniere”, figlio di Gerardo Perillo, vertice del citato sodalizio criminale.

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E' stato documentato il ruolo degli indagati, in relazione ad un episodio estorsivo consumato nel dicembre 2018 in danno di un imprenditore edile di Somma Vesuviana, in quel periodo impegnato nell’esecuzione di alcuni lavori nel territorio di Sant’Anastasia. E' stato appurato, inoltre, che la condotta è stata posta in essere dietro il pretesto di sostentare i detenuti. Gli inquirenti hanno infine ricostruito che la somma di danaro estorta ammontava a circa 2000 euro, richiesti in contanti. 

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