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Giugliano, banda del buco degli istituti bancari: tre arresti

In manette Giuseppe Mallardo, soprannominato "Peppe à mucia" e ritenuto dagli investigari affiliato al clan Mallardo, e Armando Di Biase conosciuto anche come "don Achille". Ai domiciliari Giuseppe Micillo detto "annicchiello"

Tre misure cautelari - due in carcere ed una ai domiciliari - sono state notificate dai carabineri di Giugliano nell'ambito di un'indagine su due rapine a due istituti bancari, raggiunti attraverso alcuni fori praticati nella rete fognaria. In manette sono finiti Giuseppe Mallardo, 41 anni, soprannominato "Peppe à mucia", ritenuto dagli investigari affiliato al clan Mallardo, e Armando Di Biase, 35 anni, conosciuto anche come "don Achille" o "pataniello". Ai domiciliari, invece, è finito Giuseppe Micillo 38 anni, detto "annicchiello".

A Mallardo e De Biase la misura è stata notificata nel carcere di Poggioreale perché già detenuti per altra causa. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Giugliano, coordinati dal capitano Alessandro Andrei nell'autunno del 2009, avevano tentato la rapina all'agenzia Unicredit di via Aniello Palumbo. Avrebbero realizzato un tunnel sotterraneo scavato per diversi giorni, utilizzando quale punto di partenza un box di corso Campano, utilizzato da Micillo. Ma la rapina non avvenne perché l'allarme scattò in tempo.


Mallardo e Di Biase il 18 settembre dello stesso anno, con almeno altri tre complici in corso di identificazione, tutti col volto coperto, indossando tute da lavoro e tutti armati di pistole semiautomatiche - avrebbero rapinato la locale agenzia della Banca Popolare di Novara. Dopo aver fatto un foro nel solaio dell'appartamento sovrastante, in fase di ristrutturazione e non abitato, i malviventi entrarono all'interno dell'ufficio del direttore usando una scala ed una corda facendosi consegnate la somma di 27.000 euro. I tre erano già sottoposti a fermo per gli stessi fatti nel febbraio dello scorso anno ma erano stati scarcerati dal riesame che aveva annullato la misura. Il 29 aprile 2011 la Corte di Cassazione cha accolto il ricorso della Procura di Napoli, consentendo l'emissione delle nuove misure. (Ansa)

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