Cronaca Sant'antimo

Boss latitante arrestato in Francia: è accusato di traffico internazionale di farmaci

Secondo gli inquirenti G.B. era il capo di un gruppo criminale, con base a Sant'Antimo, specializzato nella spendita di ricette mediche false e riconducibili a bollettari rubati

È stato arrestato in Francia G.B., presunto boss di un sodalizio camorristico - con base a Sant'Antimo - dedito alla spendita di ricette mediche false riconducibili a bollettari rubati.

Era fuggito lo scorso marzo, quando nei suoi confronti non era stato possibile eseguire l'ordinanza di custodia per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di farmaci, falso, furto, ricettazione e truffa ai danni del servizio sanitario nazionale.

Nella serata di ieri a Mandeliu La Naoule, vicino Cannes, in Costa Azzura, G.B. è stato preso da uomini della Police Nationale Francese (Brigade de Recherche et d'intervention di Nizza). Gli investigatori transalpini sono stati attivati dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia Italiano e su precisa indicazione dei Carabinieri del Nas di Latina.

G.B. ha 54 anni ed è originario della provincia di Napoli. Ora è in attesa di estradizione. L'inchiesta che lo riguarda è "Farmaco Viaggiante", che lo scorso marzo portò all'esecuzione di 18 misure cautelari.

L'inchiesta

A marzo i carabinieri di Latina, nell'ambito di un'inchiesta denominata "Farmaco Viaggiante", hanno dato esecuzione a 18 misure cautelari - di cui 5 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 8 all'obbligo di presentazione alla P.G. - a carico di altrettanti soggetti indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di farmaci (destinati a cure particolari come il morbo di Parkinson e l'epilessia) di provenienza illecita, falso, furto, ricettazione e truffa ai danni del S.S.N.

L'attività è stata intensamente coordinata dal Procuratore aggiunto dott. Carlo Lasperanza e dal sost. proc. dott.ssa Daria Monsurrò, anche in collaborazione diretta (sono stati svolti diversi incontri presso l'ambasciata Inglese di Roma) con i referenti della National Crime Agency (NCA) inglese (struttura del Ministero dell'Interno britannico deputata al contrasto delle organizzazioni criminali).

 L'indagine ha permesso di disarticolare un sodalizio criminoso, con sede a Sant'Antimo, delineando i ruoli degli indagati (per la gran parte con precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio) i quali, attraverso la spendita di ricette mediche false e riconducibili a bollettari oggetto di furti (perpetrati dai medesimi sodali presso strutture sanitarie e studi medici ricadenti nelle regioni Lazio, Toscana e Lombardia), acquisivano indebitamente (e a costo zero) farmaci ad alto costo (totalmente a carico del SSN) in farmacie delle suddette regioni cui appartenevano i ricettari, determinando in alcuni casi l'indisponibilità di tali medicinali (per pazienti, farmacie e depositi farmaceutici regionali).

Gli approfondimenti investigativi condotti – mediante attività tecniche, ricognizioni fotografiche di pacchi postali destinati all'estero (Gran Bretagna), reiterati servizi di pedinamento, acquisizioni di video presso farmacie per l'identificazione dei soggetti coinvolti, l'esame di una moltitudine di dati e di documentazione sanitaria (circa 10.000 ricette) - hanno consentito di risalire al modus operandi dei componenti dell'intera struttura associativa e al recupero, con contestuale sequestro, di 260 confezioni di farmaci (per un valore complessivo di circa 10.000 euro) e di 650 ricette mediche oggetto di furto.

Farmaci distribuiti in tutta Europa

È stato quindi individuato il successivo canale di ricettazione dei farmaci illecitamente ottenuti che, una volta raccolti presso depositi abusivi, localizzati a Sant'Antimo, venivano spediti – con corriere - nel Regno Unito a uno dei sodali (già latitante in quanto colpito da pregresso provvedimento restrittivo), il quale li reimmetteva nel legale circuito commerciale europeo, avvalendosi di operatori e grossisti del posto.

Si evidenzia quale elemento di particolare risalto investigativo che la collaborazione con le Autorità Inglesi, finalizzata ad accertare le condotte poste in essere nel territorio britannico e per tracciare i flussi finanziari dei proventi ottenuti illecitamente (quantificati in circa 1 milione di euro, cifra indebitamente rimborsata dal S.S.N. alle farmacie interessate), ha permesso in loco la chiusura degli illeciti canali commerciali ed il contestuale sequestro di alcuni farmaci oggetto di spedizione.

Come era composta l'organizzazione e i "compensi"

Secondo quanto raccolto dai colleghi di LatinaToday, la struttura associativa acclarata prevedeva un'articolazione piramidale, al cui vertice vi era B.G, 54enne di Napoli, già latitante dal 2017, cercato per reati di truffa, soprannominato il "Dottore" o "Maestro". L'uomo si avvaleva di altri due promotori: P.L. e A.B. entrambi 56enni della provincia di Napoli. Il "Dottore" comunicava ai collaboratori il tipo di farmaco da fare acquisire in base a quelle che erano le richieste del mercato. I compensi erano pagati tramite bonifico.

Riguardo ai compensi percepiti il falsario veniva retribuito circa 1500 euro al mese; 1000 euro li riceveva chi raccoglieva farmaci illecitamente. Chi rubava i recettari percepivano un compenso variabile tra i 100 e i 250 euro. Chi procacciava i farmaci, riceveva 10-15 euro a ricetta. A favore di chi custodiva i farmaci, venivano retribuiti circa 200-300 euro al mese. I due luogotenenti si spartivano il 35% del valore commerciale dei farmaci spediti in Gran Bretagna al "Dottore". Mentre al "Dottore" stesso spettavano il 65% del totale dei proventi.

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