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Capodimonte: scarcerati gli imprenditori arrestati ieri

Gli agenti stavano rimuovendo dei cartelli pubblicitari, perchè abusivi. ma vengono assaliti da un gruppo di persone. Quattro napoletani arrestati per oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale

"Arrestati mentre facevano valere i proprio diritti in merito alla rimozione improvvisa della cartellonistica pubblicitaria". Sono le parole dei legali, Angelo e Sergio Pisani, che difendono quattro imprenditori arrestati nel quartiere Capodimonte di Napoli. L'accusa è di oltraggio, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Da quanto riporta il Mattino, gli agenti della polizia investigativa centrale insieme agli agenti del nucleo attività mercatali (NAM) sono stati aggrediti mentre si accingevano a rimuovere dei cartelloni non a norma, nei pressi di via Capodimonte.
Sono stati avvistati e raggiunti da un gruppo di persone, composto da alcune donne e tre uomini, di cui uno aveva con sè un bastone, i quali sono avanzati verso gli agenti finchè non c'è stato lo scontro.
In questa collusione, il tenente De Martino è rimasto ferito. E' stato subito accompagnato in ospedale, dove hanno rilevato un trauma cranico e una sospetta lesione alla spalla sinistra, con un periodo di convalescenza pari a 15 giorni.

Gli aggressori, titolari di agenzie per la vendita degli spazi pubblicitari, sono stati identificati e arrestati. I quattro imprenditori napoletani, imparentati tra loro, con un'età compresa tra i 26 e i 66 anni, vengono definiti dai loro avvocati come persone perbene, incensurati e di alcuna pericolosità sociale, come si legge in una nota.

I legali Angelo e Sergio Pisani affermano inoltre che questa ricostruzione non corrisponde alla verità dei fatti : "La magistratura faccia chiarezza in merito alla ricostruzione degli eventi fatta dagli uomini della polizia municipale, che non coincide assolutamente con i fatti riportati dai loro assistiti".

E aggiungono: "Potevano eventualmente esser denunciati a piede libero avendo solo tentato di difendere i propri diritti e non risulta assolutamente vero che sia stato brandito un bastone, in realtà meramente conservato nell'auto di uno solo dei parenti delle vittime".
"Anzi- continua l'avvocato- è stata subito chiamata la Polizia di Stato, che è giunta sul posto, proprio per chiedere tutela e per identificare gli operatori della Municipale che in un primo momento non si erano neanche qualificati".

Per gli avvocati il trattamento riservato agli agenti pubblicitari e l'arresto non è giustificabile.

La scorsa mattina però i quattro imprenditori sono stati scarcerati. Il loro legale dichiara: "sono stati rinchiusi in condizioni disumane in scantinati-celle di sicurezza della Questura di Napoli, assolutamente inidonee e contrarie ad ogni norma di legge oltre che al rispetto dei diritti umani (per il fetore, la muffa sulle pareti, la totale mancanza delle minime condizioni igienico sanitarie e la palese violazione delle norme di sicurezza e anche per la pericolosità degli impianti elettrici". Per ora il giudice del Tribunale di Napoli, Cambellini, ha fissato il processo per il 16 luglio prossimo.

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