Sanità, arrestate a Posillipo le "furbette" dei falsi esami medici

Si tratta di un’ex assistente di un medico di base e di un’amministratrice di un centro diagnostico. Sono accusate di appropriarsi di rimborsi del Ssn per esami diagnostici mai effettuati

A Posillipo, nella giornata di ieri, due donne sono state sottoposte agli arresti domiciliari dai carabinieri. Si tratta di un’ex assistente di un medico di base e di un’amministratrice di un centro diagnostico, ritenute responsabili di truffa ai danni di ente pubblico, appropriazione indebita e falso.

L’indagine che ha portato i militari sulle loro tracce è partita nel 2015. Secondo quanto emerso, le due indagate facevano in modo da ottenere rimborsi per prestazioni saniterie in realtà inesistenti. L'assistente dello studio medico si appropriava di ricette "in bianco", nel centro diagnostico, poi, queste venivano compilate - anche con pareri di medici specialistici (tutto falso, ed ai danni di ignari pazienti e medici) - e inviate all’Asl per ottenere il rimborso di prestazioni in realtà mai eseguite.

I falsi esami erano selezionati tra quelli più costosi, delicate ed approfondite indagini molecolari.

I rimborsi sottratti alle casse pubbliche dovrebbero ammontare in tutto ad 80mila euro: da qui il sequestro di beni ai danni dell'indagata amministratrice del centro diagnostico per una somma equivalente. La struttura vedrà sospesa la sua convezione con il Servizio Sanitario Nazionale per cui poteva accedere ai rimborsi statali.

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