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Ritorno in classe, tempo pieno e no allo sport: "Studenti tra la paura del contagio e lo sconforto"

"Durante questi ultimi 10-11 mesi di pandemia, questi ragazzi si sono trovati ad affrontare enormi difficoltà sia a livello emotivo che sociale", scrivono a NapoliToday alcuni genitori di studenti del Nitti

Le restrizioni Covid hanno inevitabilmente mutato le nostre abitudini, andando a rivoluzionare il modo di vivere di ognuno. Tra le categorie più penalizzate ci sono indubbiamente gli adolescenti, troppo spesso dimenticati dall'agenda setting delle istituzioni. Lunedì sono tornati in classe anche gli studenti delle scuole superiori, tra mille incertezze, disagi e scioperi.

L'appello

Ci arriva una segnalazione da parte di alcuni genitori di studenti del liceo scientifico Nitti. L'istituto ha diverse sezioni di indirizzo sportivo, in cui i ragazzi iscritti entrano come atleti agonistici delle varie discipline sportive. "Durante questi ultimi 10-11 mesi di pandemia, questi ragazzi si sono trovati ad affrontare enormi difficoltà sia a livello emotivo che sociale. Si sono mostrati pronti ad adeguarsi al cambiamento scolastico (Dad) e alle regole, trovando supporto nell’unico sfogo a loro concesso ovvero lo sport che praticano con grande passione ed impegno da diversi anni. Oggi che i contagi sono ancora molto elevati, si impone la riapertura delle scuole con la didattica in presenza mista o per alcune sezioni totale (anche con turni pomeridiani). I ragazzi così sarebbero costretti a rinunciare allo sport, loro unica valvola di sfogo in questo difficile momento, esponendosi anche ai rischi derivanti dal tempo pieno, visto che il trasporto pubblico non si è adeguato a questi cambiamenti, oltre al rischio assembramenti. Tra l'altro con il turno 13:30-18.00 avrebbero anche difficoltà nel consumo dei pasti. Questi ragazzi vivono nel terrore del rientro in presenza per il rischio di contagiarsi e contemporaneamente lo sconforto per non poter praticare lo sport che tanto amano. Una soluzione, pur comprendendo le difficoltà organizzative, sarebbe quella Dad, eliminando i turni pomeridiani così concepiti. Chiediamo che la nostra voce possa essere ascoltata dal dirigente scolastico per evitare ai nostri ragazzi di tramutare questo già difficile stato psicologico in cui versano in una totale desolazione e sensazione di abbandono".

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