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Porto, appalti truccati. Le intercettazioni: "Ora sto pieno di soldi"

 

Un complesso sistema di corruzione per accaparrarsi tutti gli appalti all'interno del Porto di Napoli. E' su questo che indaga la Procura di Napoli, in collaborazione con la Guardia costiera. Sei persone, tra imprenditori e funzionari dell'Autorità portuale partenopea sono finite ai domiciliari, mentre l'ex segretario generale dell'Ente, Emilio Squillante è stato interdetto dai pubblici uffici. Sotto la lente d'ingrandimento dei magistrati sono finiti tutti i lavori dal 2013 a oggi.

L'ipotesi è che ogni appalto, nessuno escluso, sia stato pilotato da un'associazione a delinquere. Un'operazione da svariati milioni di euro. Secondo la magistratura, l'apparato ruoterebbe intorno alla figura di Pasquale Ferrara, ufficialmente un consulente, ma in realtà considerato il dominus dell'associazione. E' a lui, a cui sarebbe riconducibile direttamente o indirettamente la guida delle imprese coinvolte, che i funzionari avrebbero girato informazioni per poter vincere senza difficoltà le gare. Le intercettazioni telefoniche e ambientali svelano uno scenario inquietante.

Le indagini hanno avuto un impulso decisivo grazie alla confessione di uno dei dirigenti dell'Autorità portuale, Giancarlo D'Anna, che agli inquirenti ha dichiarato: “...ammetto di aver ricevuto denaro a titolo di tangenti ...corrispoto in relazione all'affidamento dei lavori di manutenzione di cui si occupa il mio ufficio...redigevo un elenco di ditte che mi venivano fornite dagli imprenditori dai quali ricevevo denaro”. E' lo stesso funzionario, in una telefonata alla moglie a dichiarare: “Sono pieno di soldi”.

Le conversazioni tra D'Anna e l'imprenditore Ferrara sembrano non lasciare dubbi. Come quella avvenuta in automobile il 28 ottobre 2016: “Mi è arrivata una busta di soldi che sto dividendo, guarda qui” dice Ferrara a D'Anna. Pochi giorni prima, i due erano stati protagonisti di un altro dialogo, quando l'imprenditore disse: “Poi ti dico chi devi mettere dentro dei miei”. Nella stessa conversazione D'Anna fa notare che sta aspettando da 8 mesi, riferendosi con ogni probabilità a una tangente, ma Ferrara lo rassicura: “Ti ho detto il fatto del profumo che ti sto mettendo” “Fa che sia buona” replica il dirigente dell'Autorità portuale.

Il 4 maggio 2017, un altro dipendente, venuto a conoscenza delle indagini, si confessa con una collega: “Qualche ditta sarà stata messa dentro per 3-4 volte consecutive. Ho tenuto un po' di riguardo per le ditte degli amici”. In altri dialoghi si parla apertamente di soldi: “Io prendo un lavoro da 500mila euro e te ne do 50mila, ma quanto devi avere di più?” dice un imprenditore. Oppure, ancora “Io gli ho dato 2mila euro per la passata e tremila per questa qua”.

Intercettato anche l'ex segretario generale dell'Autorità portuale Emilio Squillante, per il quale il giudice non c'è stata la necessità di un arresto cautelare. Ma nelle conversazioni appare chiaro che anche Squillante abbia intessuto rapporti con Ferrara e gli altri imprenditori del sodalizio. Forse l'intercettazione più preoccupante è quella di un funzionario dell'Ente che, parlando con una collega confessa: “Se indagassero tra il 2006 e il 2013 troverebbero l'impossibile”

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