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Mercoledì, 12 Giugno 2024
Cronaca

Morto nel cantiere della metro, i figli di Antonio: "Lavoro usurante. A 61 anni non si hanno più i riflessi di un giovane"

"Nostro padre era un capo cantiere di quarto livello, non era uno sprovveduto, ma un grande lavoratore", spiegano a NapoliToday Giusy, Carmen e Pasquale

Lavoratore instancabile e scrupoloso, vicinissimo alla pensione, Antonio Russo se ne è andato a 61 anni nel cantiere della metropolitana di Capodichino a causa di un incidente che non gli ha lasciato scampo nel pomeriggio del 22 maggio. Con il carpentiere c'erano due suoi colleghi, Michele Pannone, 54 anni, e Salvatore Agliottone, di 59, mentre un quarto lavoratore è riuscito a salvarsi uscendo illeso dall'incidente.

Lavorare per vivere o morire per lavorare, questo il dilemma che affligge oggi i familiari dell'uomo residente nel giuglianese, che si sono affidati all’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord al fine di fare chiarezza su quanto accaduto. Le indagini sono condotte dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Dottoressa Giuliana Giuliano, che ieri è stata per oltre tre ore nella galleria, luogo del tragico evento. 

I figli di Antonio Russo a NapoliToday: "La verità esca fuori sull'incidente"

Ecco quanto dichiarato a NapoliToday dai figli, Giusy, Carmen e Pasquale: “Quello che teniamo a dire che questo accade perché il lavoro edile non è visto come lavoro usurante, pertanto oltre i 60 anni non si hanno più i riflessi di un giovane, nonostante nostro padre fosse molto scrupoloso, un ottimo lavoratore, un capo cantiere di quarto livello, non era uno sprovveduto. Aveva 43 anni di contributi, sempre nello stesso settore. Chiediamo solo che gli venga riconosciuta la sua dignità di grande lavoratore e faremo di tutto per far sì che questo accada. Non ci servono colpevoli, ma vogliamo, desideriamo, che la verità esca fuori, ma per nostro padre, Un grande uomo".

La dinamica dell'incidente

L'ipotesi più plausibile, secondo i primi riscontri sul luogo dell'incidente è che si sia verificato un guasto al sistema frenante del locomotore che stava trasportando il carrello con a bordo i tre  operai. Quando si è reso conto della situazione - ha riferito il sindaco gaetano Manfredi- Agliottone si sarebbe lanciato dal carrello in corsa, mentre Russo e Pannone, rimasti a bordo, si sono schiantati contro la parete. La parola passa adesso alla magistratura, che dovrà fare chiarezza sulla effettiva dinamica e soprattutto sulle eventuali responsabilità. Restano il dolore e l'indignazione per l'ennesima tragedia sul lavoro

La nota del Comune di Napoli e del Governatore De Luca

Il Comune di Napoli ha emesso una nota sull'incidente nel cantiere della metropolitana di Poggioreale, la cui dinamica precisa è in corso di accertamento da parte delle autorità competenti.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi segue la vicenda in prima persona. A nome dell'amministrazione e dell'intera città, il primo cittadino ha espresso dolore per la scomparsa di un operaio e vicinanza alle vittime dell'incidente.

Anche il Governatore Vincenzo De Luca ha diffuso una nota: "Siamo profondamente addolorati per il tragico incidente nel cantiere della nuova linea della Metropolitana nella zona di Capodichino in cui ha perso la vita un operaio e altri due sono rimasti feriti, di cui uno in maniera grave - scrive De Luca -  Gli incidenti sul lavoro sono sempre un pugno nello stomaco. Le nostre condoglianze e la nostra vicinanza ai familiari della persona deceduta e la speranza di guarigione per i due feriti".

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