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Omicidio Bacio Terracino, il presunto mandante tradito dalle intercettazioni

Ieri il fermo di Antonio Moccia. Nell'intercettazione ambientale realizzata nel carcere di Voghera dove è detenuto un fratello dell'indagato, Angelo, i suggerimenti su un Paese straniero ove potersi rifugiare

Tra i motivi che hanno indotto la procura a disporre il fermo di Antonio Moccia avvenuto nella giornata di ieri in merito all'omicidio di Mariano Bacio Terracino - era l'11 maggio del 2009 - c'è un'intercettazione ambientale realizzata nel carcere di Voghera, dove è detenuto un fratello dell'indagato, Angelo. Durante un colloquio con la moglie e la figlia, Angelo Moccia invia al fratello - il quale conosce le accuse dei pentiti e teme l'arresto - suggerimenti su un Paese straniero nel quale deve a suo avviso rifugiarsi. Un Paese che "non gli può dare l'estradizione", o almeno che "pure che ti dà l'estradizione, non ti può portare in galera. Quale sarebbe il Paese? Brasile? Ce ne stanno tanti! Ah lui deve scegliere! Io ho detto uno, non so il Brasile. Però ce ne stanno tanti! Non so se rendo l'idea".

La moglie del detenuto si lamenta del fatto che la famiglia Moccia sia oggetto di grande attenzione da parte di magistratura e forze di polizia: "Questi ci buttano le pietre e noi le acchiappiamo tutte quante". Angelo è quasi rassegnato: "Eh ma che vuoi fare? Non puoi fare niente".

Intanto giunge anche la nota dell'avvocato Saverio Senese, difensore di Antonio Moccia. "Non si comprende come possa ipotizzarsi la ricorrenza di un concreto pericolo di fuga di Antonio Moccia atteso che lo stesso in più occasioni, in relazione alle indiscrezioni giornalistiche concernenti un presunto coinvolgimento nell'omicidio di Mariano Bacioterracino, ha esternato la propria completa disponibilità ad essere ascoltato dalla Autorità Giudiziaria, avendo peraltro sporto formali denunce in ordine alle calunniose accuse allo stesso rivolte, ed altresì chiesto, invano, di essere interrogato dai magistrati della Procura di Napoli".


Il legale ha inoltre precisato che Moccia si stava allontanando "dal proprio domicilio esclusivamente per trascorrere una breve vacanza con la propria famiglia ed alcuni amici, in concomitanza con le imminenti festività pasquali. In ogni caso Moccia, a mezzo del proprio difensore, intende significare la propria fiducia nell'operato dei giudici napoletani, essendo, peraltro, in possesso di prove della propria innocenza".(Ansa)

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