Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Nuovo processo per i baby killer del vigilante, la moglie: "È una tortura"

"Affronteremo questa nuova sfida con ancora più forza", spiega Annamaria Della Corte. Pare ai tre condannati si voglia eliminare l'aggravante della crudeltà e concedere attenuanti

La targa per Francesco Della Corte

"È una tortura, stiamo cercando di riprenderci e adesso arriva questa decisione che potrebbe farci ricadere di nuovo. Ma affronteremo questa nuova sfida con ancora più forza". Annamaria Della Corte reagisce così alla decisione della Corte di Cassazione che ha annullato la sentenza della Corte d'Appello sull'omicidio di suo marito.

La vicenda è quella di Francesco Della Corte, il vigilante 51enne colpito a morte da una babygang a Piscinola nel marzo del 2019. Tre ragazzi erano stati condannati in primo e secondo grado a 16 anni e mezzo di reclusione per il suo omicidio, ma in terzo grado di giudizio si è disposto l'annullamento del secondo grado di giudizio e un nuovo secondo grado davanti ad un'altra sezione. I giudici avrebbero aperto la strada, secondo alcune fonti, alla possibilità di concedere le attenuanti generiche ai tre ed eliminare l'aggravante della crudeltà.

Luigi Carrozza, Kevin Ardis e Ciro Urgillo sono stati difesi, rispettivamente, dagli avvocati Covelli, dall'avvocato Musella e dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Nicola Pomponio. Secondo quanto è emerso dalle indagini, aggredirono il vigilante per rubargli la pistola, colpendolo con una spranga. Sono stati di recente al centro di polemiche perché ad uno di loro è stato concesso un permesso speciale nell'ambito di un programma di recupero per festeggiare i suoi 18 anni e per un provino con una squadra di calcio. 

La decisione della Cassazione

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