Inaugurazione anno giudiziario, de Magistris: "A Napoli non c'è emergenza criminalità"

Il sindaco risponde al procuratore generale Riello

Foto ansa

"Spesso si accusa la magistratura di condizionare la politica con le sue indagini e i suoi processi, ma tale accusa va rovesciata. Se la politica si riappropriasse del proprio primato, non attendendo arresti e condanne per cacciare gli impresentabili, non occorerrebe aspettare le manette per estromettere personaggi squallidi e spregiudicati".  Sono le parole del procuratore generale di Napoli, Luigi Riello, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.

"Spesso la città legittima condanna quella illegittima quale fonte di disagio e degrado urbano e civile, ma ricorre ad essa per un grande numero di prestazioni: lavoro domestico, nero dei cantieri, per acquistare merci contraffatte, per la prostituzione, per il gioco d'azzardo, per il parcheggio abusivo e per la droga", spIega Riello.

Criminalità

 "A Napoli non ci troviamo di fronte a un'emergenza criminalità, quindi evidentemente tutti stanno facendo un lavoro importante: chi fa le fiaccolate, il sindaco, le forze dell'ordine, la magistratura e la società civile". Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, commentando i dati presentati in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte d'appello di Napoli e quanto dichiarato dal procuratore generale Luigi Riello sulla "antimafia delle fiaccolate". Secondo de Magistris "servono i cortei, le fiaccolate e tutto ciò che fa parlare di lotta al crimine, alle mafie e alla corruzione. Ho sempre detto che non è sufficiente ma necessario il controllo del territorio e la repressione dei reati, così come non è sufficiente ma è necessaria la ribellione civica, le denunce". De Magistris assicura che "la città ha scelto, il che non significa che abbia vinto, c'è un controllo del crimine che può essere asfissiante e ci sono segnali che preoccupano, ma c'è una complessiva maturità e oggi la stragrande maggioranza dei napoletani avverte come nemici della città, e non solo di chi li subisce, chi fa un attentato dinamitardo o gli omicidi". Proprio il calo degli omicidi registrato nel 2018, conclude de Magistris, "è un dato significativo di quanti passi avanti si siano fatti in città e in tutto il distretto". 

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