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Il crollo della Schola Armaturarum

Il crollo della Schola Armaturarum

Pompei, un anno fa il crollo della Schola Armaturarum. In arrivo le perizie

Quasi concluse le indagini sia per la scuola dei gladiatori che per i 5 milioni spesi per il restauro del Teatro Grande. Al professore Augenti anche la delega per la perizia sui nuovi crolli

Si avviano alla conclusione le indagini sul crollo della Schola Armaturarum Iuventutis Pompeianae, avvenuto un anno fa (6 novembre 2010). La scuola dei gladiatori era un edificio risalente agli ultimi anni di vita della città romana prima che l'eruzione la seppellisse. A quanto pare le cause del crollo non sarebbero da ricercare nella pioggia e nelle conseguenti infiltrazioni d’acqua, come supposto in un primo momento.

Come si legge sul quotidiano il Mattino, il procuratore Diego Marmo spiega che “Se archiviare l’indagine o chiedere il rinvio a giudizio degli imputati dipende dalla perizia che il tecnico ci consegnerà. Il lavoro di acquisizione delle prove non è tanto compito dei magistrati, ma di esperti, perché l’inchiesta ci porta a valutare e salvaguardare un patrimonio dell’umanità”. Inoltre Marmo sottolinea che una delle difficoltà più grosse incontrate è stata l’individuazione di un perito esperto, un tecnico capace, ma che non avesse mai avuto rapporti con la soprintendenza. La scelta è poi caduta sul professor Augenti . “E’ la persona giusta –ha dichiarato il procuratore - anche perché ha già lavorato con la procura con risultati eccellenti”.

Proprio Augenti , che ha ricevuto anche la delega sui recenti crolli che hanno ulteriormente colpito la città di Pompei, ha spiegato l’importanza di studiare a fondo le cause dei nuovi crolli, per poter verificare se ci sia nesso con i precedenti e se sia possibile individuare le relative responsabilità. Sembra quindi che non siano da escludere rinvii a giudizio e nuovi avvisi di garanzia.

Come riporta ancora il Mattino, sono alla linea del traguardo anche le indagini della guardia di finanza di Torre Annunziata riguardanti le “folli” spese di restauro del Teatro Grande. Ben 5 i milioni di euro spesi dall’ex commissario delegato all'emergenza dell'area archeologica di Pompei, Marcello Fiori. Molte sono le spese da chiarire, tra appalti non chiari, spese di staff e rappresentanza. La Corte dei Conti ha praticamente definito illegittime quasi tutte le spese sostenute in due anni di attività, ritenendo che, non essendo gli scavi di Pompei un’emergenza da Protezione Civile, ogni intervento di tutela andava sottoposto ai preventivi controlli.

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