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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Cronaca Casamicciola terme

Ischia, in caso di allerta meteo saranno sgomberati precauzionalmente circa 600 edifici

Oltre 1000 le persone che potrebbero dover abbandonare provvisoriamente le loro abitazioni in caso di allerta. Ampliata la zona rossa

In caso di nuove allerte meteo, di colore "giallo" o "arancione", saranno sgomberati circa 600 edifici individuati a Casamicciola, sull'isola d'Ischia, nell'area circostante quella colpita dalla frana del 26 novembre. Questo è il risultato delle verifiche effettuate su 1.134 edifici della zona, secondo quanto reso noto dal prefetto di Napoli Claudio Palomba al termine della riunione del centro coordinamento soccorsi.

"Il lavoro che si farà in queste ore - ha spiegato Palomba - è quello di indicare alla popolazione, in caso di allerta gialla o arancione, di allontanarsi temporaneamente dagli edifici nella fase di allerta. Si sta cercando di individuare esclusivamente strutture alberghiere in modo da garantire la collocazione". 

Secondo una prima stima, dunque, potrebbero essere oltre 1000 le persone che potrebbero dover abbandonare provvisoriamente le loro abitazioni in caso di allerta meteo a Casamicciola, dove il commissario straordinario del comune termale, Simonetta Calcaterra, emanerà un'ordinanza con la quale si inviteranno i cittadini a lasciare le case. Con questo scenario sarà disposto un servizio di navette che porterà i cittadini nelle strutture alberghiere individuate: "Anche i cittadini che non ricadono nella zona rossa possono allontanarsi dalla propria abitazione - ha spiegato Calcaterra - nel caso ritengano che la zona in cui risiedono sia in pericolo, con accoglienza presso una nave ancorata al porto di Casamicciola". 

"Domani il commissario Legnini incontrerà i sindaci e si vedrà se le persone hanno famiglie che possono ospitarle. Vogliamo ricorrere a soluzioni tipo palazzetti o palestre solo in casi estremi. Lo sgombero sarà presidiato dalle forze dell'ordine e verranno presidiati anche i punti di accesso alla zona", ha aggiunto il prefetto Palomba. 

Intanto attualmente il numero degli sfollati si aggira sulle 300 unità, di cui 59 sono minori. Tutti, ha precisato il prefetto di Napoli, "sono collocati o in strutture alberghiere o in abitazioni private presso familiari".

La definizione della zona rossa

E' in corso di definizione la planimetria della zona rossa di Casamicciola Terme. Lo ha spiegato Italo Giulivo, responsabile della Protezione civile della Campania, al termine della riunione in Prefettura: "La zona si è ampliata semplicemente perché, facendo ulteriori sopralluoghi, si è visto che c'erano dei fabbricati che avevano necessità di essere compresi in azioni di cautela, perché comunque le condizioni di vivibilità di quell'area sono da ripristinare. Abbiamo una zona alta che è interessata dall'arrivo di una colata, quindi dall'impatto di una massa detritico-fangosa, e una zona più a valle che è stata interessata da un'azione di propagazione di acqua e fango che è scesa giù, convogliandosi per le strade, andando a invadere tutto ciò che era prospiciente a queste strade. Questo ha comportato la necessità di allargare le strade interessate perché, finché non saranno pulite con le caditoie e quant'altro, è utile avere la guardia un po' più alta. Abbiamo provveduto con il nostro Genio civile di Napoli ad attivare un primo intervento di somma urgenza per liberare l'imbocco del tratto intubato del vallone Senigallia e del vallone Fasaniello che erano ostruiti da detrito, quindi la prossima pioggia troverà il suo recapito. E' una prima pulizia per evitare che tutto si riversi nuovamente nelle strade ancora piene di fango".

La possibilità di riaprire le scuole in presenza

"L'intento è riaprire le scuole in presenza, anche perché tra gli sfollati c'è un cospicuo numero di ragazzi. Il commissario Legnini si confronterà con i sindaci", ha spiegato il prefetto Palomba. 

Proseguono le ricerche dell'ultima persona dispersa

Nel corso della giornata sono stati ritrovati i corpi senza vita di altri tre degli ultimi quattro dispersi, due uomini e una donna, che fa salire a 11 il computo delle vittime. Si tratterebbe di Salvatore Impagliazzo, Gianluca Monti e Valentina Castagna. Manca ancora un'ultima persona dispersa. Le ricerche sull'isola vanno avanti senza soluzione di continuità. 

Calcaterra (Commissario comune Casamicciola Terme): "Già dal 25 novembre misure per tentare di tutelare la cittadinanza"

"Già dal 25 novembre erano state predisposte le misure nel tentativo di tutelare la cittadinanza". Lo ha detto Simonetta Calcaterra, commissario del Comune di Casamicciola Terme, intervenuta in videocollegamento alla conferenza stampa tenuta in Prefettura a Napoli al termine del centro coordinamento soccorsi. "Per quanto riguarda il 26 - ha spiegato Calcaterra - nel giorno era stato diramato un avviso alla cittadinanza con indicazioni per la messa in sicurezza. E' una misura che normalmente nelle allerte meteo di un certo rilievo viene posta in essere e anche il 25 era stato diramato questo avviso, e consegnato alla stampa locale che con sistemi molto più veloci di informazione solitamente colloquia in maniera molto diretta con la cittadinanza. L'avviso era stato pubblicato anche sul sito del Comune di Casamicciola. Poiché l'evento alluvionale è avvenuto alle 5 del mattino quando purtroppo molti cittadini stavano ancora dormendo, probabilmente è stato preso in poca considerazione".

Nell'avviso, sottolinea Calcaterra, "si avvisava la cittadinanza in zone risapute a rischio a trovare situazioni di riparo in modo da cercare di evitare pericoli. Purtroppo ciò è accaduto. Con un'ulteriore ordinanza erano stati chiusi i luoghi di maggiore frequenza del pubblico come parchi, cimiteri, parchi giochi, erano state chiuse le scuole".

Legnini (Commissario per l'emergenza sull'isola di Ischia): "Non c'è tempo da perdere"

"Ringrazio il Presidente del Consiglio, il ministro della Protezione Civile, il Capo dipartimento ed il presidente della Regione Campania per la fiducia che mi hanno accordato attribuendomi l’incarico di Commissario per l’emergenza sull’isola d’Ischia. È un impegno gravoso che mi accingo ad affrontare con il massimo impegno e dedizione, consapevole delle urgenze da affrontare ma potendo contare da subito sulle donne e gli uomini dello Stato e del volontariato che dalle prime ore stanno operando con sacrificio e dedizione sui luoghi del disastro". Così in un post su Facebook il commissario delegato del Governo per l'emergenza sull'isola di Ischia, Giovanni Legnini, già commissario per la ricostruzione post sisma del 2017.

"Non c’è tempo da perdere e già oggi incontrerò a Napoli il Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio e il Prefetto Claudio Palomba poi, a Ischia, i sindaci e la commissaria prefettizia dei comuni colpiti per concordare e definire le azioni necessarie ed i primi provvedimenti. Sono certo di poter contare sulle competenze della struttura per la ricostruzione post sisma 2017 nell’isola", ha aggiunto Legnini.

L'ordinanza firmata dal capo della Protezione civile Curcio: i compiti del Commissario

Il capo del dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha firmato l’ordinanza n. 948 del 30 novembre 2022 che contiene i primi interventi urgenti di protezione civile per fronteggiare l’emergenza causata a Ischia a seguito degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal 26 novembre scorso. Con l’ordinanza, firmata dopo aver acquisito l’intesa della Regione Campania, è stato nominato Commissario delegato il Commissario straordinario del Governo per gli interventi nei territori dei Comuni dell’Isola di Ischia interessati dagli eventi sismici verificatisi il 21 agosto 2017, Giovanni Legnini.

Il Commissario – che può avvalersi delle strutture e degli uffici regionali, provinciali e comunicali, oltre che delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e che può individuare uno o più soggetti attuatori – ha il compito di assicurare il coordinamento degli interventi nella fase di prima emergenza, soprattutto per rimuovere le situazioni di rischio, per assicurare l’indispensabile attività di soccorso e assistenza delle popolazioni colpite, per mettere in sicurezza le aree interessate dagli eventi calamitosi, per realizzare gli interventi urgenti a evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a persone o a cose.

Compito del Commissario è anche quello di provvedere alla progressiva ricognizione degli oneri conseguenti o stimati degli interventi e di predisporre, entro trenta giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza, un primo piano degli interventi urgenti da sottoporre all’approvazione del Capo del Dipartimento della protezione civile. Tale piano contiene la ricognizione delle misure e gli interventi, anche realizzati con procedure di somma urgenza, necessari a fronteggiare il contesto emergenziale.

L’ordinanza prevede, poi, la possibilità di assegnare un contributo di autonoma sistemazione (CAS) ai nuclei familiari che hanno avuto l’abitazione principale, abituale e continuativa distrutta in tutto o in parte, o che sono stati costretti a lasciare la propria abitazione in esecuzione di provvedimenti delle autorità e non sono ospitati nelle strutture messe a disposizione ma hanno trovato autonomamente una sistemazione. Nel caso di persona singola il CAS è fissato a 400 euro al mese, mentre per i nuclei familiari composti da due, tre, quattro, cinque o più persone il contributo è rispettivamente di 500, 700, 800 e 900 euro mensili.
Nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti persone di oltre 65 anni, o portatori di handicap o disabili con una percentuale di invalidità non inferiore al 67%, è consesso un contributo aggiuntivo di 200 euro al mese per ciascuno, oltre i limiti massimi.

Con l’ordinanza del Capo del Dipartimento, inoltre, si prevede la possibilità per i soggetti titolari di mutui relativi agli edifici sgomberati, alla gestione di attività di natura commerciale ed economica, anche agricola, svolta negli stessi edifici, di chiedere una sospensione delle rate dei mutui, autocertificando il danno subito, fino alla definizione dell’agibilità o all’abitabilità dell’immobile e, comunque, non oltre il termine dello stato di emergenza deliberato il 27 novembre 2022 dal Consiglio dei Ministri, ovvero il 26 novembre 2023.

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