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Castellammare: pescherie bocciate, allarme da un biologo dell'Università

Prodotti ittici mal conservati, zero nome igieniche. A rischio la salute dei consumatori colpiti da enterite virale e batterica

Il mare spesso fa paura per i suoi abitanti. Pesce, frutti di mare, per non parlare dell'acqua sporca. Adesso arriva pure l'allarme di un biologo dell'Università Federico II che avverte: la salute dei consumatori è a rischio.

Ebbene sì. Il dottor Antonio Langellotti, stabiese ed esperto del settore - è specializzato nella ricerca per la pesca e l'acquacoltura ed è attualmente titolare di un dottorato sulla sicurezza microbiologica dei prodotti della molluschicoltura - ha effettuato nel periodo 15 maggio-10 giugno una serie di sopralluoghi volti a esaminare la situazione del commercio al dettaglio dei prodotti alimentari in vari Comuni: Castellammare di Stabia, Pompei, Santa Maria la Carità e Sant'Antonio Abate.
I risultati inviati ai Dipartimenti dell'Asl Na3 Sud, al Nas di Napoli, alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata ? Sconvolgenti.

Troppo rischi per il consumatore, leggi aggirate, pescherie non a norma, pesce e frutti di mare esposti all'inquinamento delle strade urbane, alimenti mal conservati. Ancora, merce custodita senza ghiaccio, salmoni, tonni e pesci spada a temperatura ambiente e macellati su taglieri di legno marcio, lavorati con attrezzi non idonei. In più, un aumento dei casi di enterite virale e batterica fra le popolazioni dell'area stabiese e dei Monti Lattari. Altro che influenze virali stagionali.

Dunque, la situazione non è affatto rosea. Uno dei fattori più gravi, come spiega il dottore, è la sistematica perdita della rintracciabilità del prodotto. L'etichettatura del prodotto spesso è un'utopia e sempre più molluschi bivalvi - cozze, ostriche e vongole - non sono custoditi nelle confezioni originali con i relativi bolli.

Non va bene neanche alla ristorazione. Secondo lo studioso, diversi ristoranti esporrebbero frutti di mare in vaschette con acqua stantia e offrirebbero menu a base di datteri di mare proibiti.


Ovviamente non va fatta di tutta l'erba un fascio. La figura del negoziante di fiducia esiste ancora, ovvero un professionista serio che rispetta norme e clienti al 100%. Ma i casi, forse, si contano sulle dita di una sola mano e la guardia costiera continua in questi giorni a sequestrare prodotti e sigillare pescherie che sorgono proprio nelle zone poste sotto la lente d'ingrandimento.

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