Agguato al "re della pasta" di Gragnano, le ipotesi degli inquirenti

Secondo le forze dell'ordine l'aggressore che ieri ha ferito Ciro Moccia in realtà non voleva colpirlo. Le principali ipotesi sono l'intimidazione e la ritorsione. Solidarietà dagli amici. L'imprenditore su Facebook: "Ho sempre fatto del bene, dove ho sbagliato?"

Ciro Moccia

Il re della Pasta Ciro Moccia, titolare di alcuni pastifici a Gragnano è rimasto ferito nella tarda serata di ieri in un agguato: un uomo gli ha sparato contro numerosi colpi di pistola mentre, in auto con il figlio di 19 anni, stava aspettando che si aprisse il cancello elettrico della sua abitazione. Operato per l'estrazione di un proiettile dal polpaccio, Moccia è ora in buone condizioni.

L'agguato è avvenuto in via Fratte, tra Gragnano e Castellammare, dove si trova l'abitazione dell'imprenditore. Al termine della sparatoria l'uomo, a caccia del quale sono attualmente impegnate le forze dell'ordine, si è dileguato. Secondo gli inquirenti l'uomo non voleva ferire Moccia: la pistola è sempre stata rivolta verso il basso durante l'agguato.

Quarantacinque anni, erede di una storica azienda fiore all'occhiello del made in Campania e presidente del Nuovo Consorzio per la tutela della Pasta di Gragnano Igp, Moccia non riesce a spiegarsi quanto accaduto. È lui stesso a commentare su Facebook la vicenda: “Troppe cose penso in queste ultime ore, specie che in vita mia ho fatto sempre e solo del bene e creato posti di lavoro onestamente...Forse ho sbagliato?”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Innumerevoli gli attestati di solidarietà ricevuti. Gli amici accusano i suoi 'nemici' di “invidia, ignoranza e barbarie”, e parlano di “omertà”. Gli investigatori indagano senza escludere alcuna pista, dal racket al tentativo di rapina. In particolare, le ipotesi più accreditate sono un agguato a scopo intimidatorio per eventuali “richieste future”, o una ritorsione dato che più volte in passato l'imprenditore ha denunciato tentativi di estorsioni e fatto arrestare malviventi. Al vaglio anche l'eventuale coinvolgimento di alcuni gruppi camorristici attivi a Castellammare e a Gragnano.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Giovani in strada fino a tarda notte, da Napoli arriva una soluzione alternativa

  • Un Posto al Sole, sospese le repliche: "In arrivo le nuove puntate"

  • L’acqua ossigenata nella cura contro il Covid-19: lo studio napoletano

  • Post Coronavirus: le nuove tendenze del mercato immobiliare

  • Coronavirus, i dati a Napoli: nessun nuovo guarito ma tre casi e un decesso in più

  • Ritorno a scuola, De Luca incontra i pediatri: "Vaccinazione per i bambini e dpi nelle classi"

Torna su
NapoliToday è in caricamento