Cronaca Barra

Ragazza colpita da un proiettile per errore: era un agguato del clan Aprea

Quattro arresti per l'episodio avvenuto lo scorso sabato in cui una 25enne è stata ferita ad un piede mentre passeggiava col fidanzato

Tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, il tutto aggravato da metodo e finalità mafiose. È di quanto sono sospettate quattro persone messe in manette dai carabinieri, con fermo emesso dalla Procura di Napoli - Direzione distrettuale antimafia.

Il Gip ha successivamente disposto per loro la misura cautelare del carcere. Ritenuti affiliati al clan Aprea, sono coloro che giorni fa (sabato scorso) avrebbero ferito a Barra una ragazza completamente estranea alle dinamiche camorristiche che passeggiava in zona col fidanzato.

Colpita mentre passeggia col fidanzato

L'agguato

Le indagini hanno fatto emergere che il ferimento della ragazza - avvenuto in pieno giorno e tra la folla, in un'azione commessa da persone a volto coperto - è avvenuta nell'ambito di un agguato finalizzato a fornire all’esterno la dimostrazione della forza militare del clan Aprea, in modo da garantire il controllo del territorio attraverso la repressione immediata e plateale di ogni condotta che possa metterne in discussione il potere.

Gli indagati - secondo gli inquirenti - nel tentativo di colpire una vittima designata che si era data alla fuga, hanno volontariamente esploso, ad altezza uomo, numerosi colpi d’arma da fuoco alla presenza di numerose persone presenti in quel momento per strada e hanno quindi colpito ad un piede la ragazza.

Il clan Aprea

Le attività investigative hanno dimostrato come il clan Aprea, insediato nella storica roccaforte di Corso Sirena, sia assolutamente operativo e dotato di una consistente disponibilità di armi – come emerge anche da recenti sequestri – che ne conferma la pericolosità, rafforzata dall’alleanza con altre potenti famiglie di camorra.

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