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Capodichino

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“Agguato in aeroporto per Abbinante”: emergono i piani del clan

Luca Cortese ha raccontato agli inquirenti come i Vanella Grassi volessero uccidere lo scissionista Arcangelo Abbinante, con l'aiuto di alcuni finanzieri infedeli

Il progetto era quello di un agguato da portare a termine all'interno dell'aeroporto di Capodichino. L'obiettivo dei killer era Arcangelo Abbinante, boss scissionista del clan Vanella Grassi che cinque anni fa diede inizio ad una guerra per il controllo dello smercio di droga a Scampia. A darne notizia è il Mattino.

A parlarne agli inquirenti è Luca Cortese, fratello di Giovanni detto “'o Cavallaro” arrestato due giorni fa. “Era il periodo tra fine agosto e i primi di settembre del 2012. Si era in piena faida”, ha spiegato. La proposta fu lanciata durante un summit per un traffico di droga.

FINANZIERI INFEDELI - Una donna “era venuta a sapere che Abbinante era intenzionato ad andare a vedere una partita dell'Inter a Milano partendo con l'aereo da Capodichino, quindi si progettò in quel momento di organizzare un agguato a Abbinante proprio davanti all'aeroporto”. L'idea era che i killer si “travestissero da finanzieri”, dato che il clan poteva contare su una “squadretta di finanzieri infedeli”. Due militari dei baschi verdi, sospesi nel 2015, sono in effetti stati condotti in carcere martedì scorso: avrebbero procurato divise, distintivi, armi, droga e supporto militare.

“La cosa saltò”, spiega Luca Cortese. Un altro capo della Vanella, Umberto Accurso, non volle si facessero “le cose di fretta. Tanto sappiamo come fare per ucciderlo”.

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