Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Raptus di violenza in ospedale, tre episodi tra Napoli e provincia

La denuncia del sindacato Nursing Up su quanto sta accadendo ai danni del personale sanitario

Cinque nuovi episodi di violenza ai danni degli infermieri, quattro solo in Campania, nelle ultime 72 ore. Li denuncia Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

"Un vero e proprio bollettino di guerra - spiega - Nelle ultime 72 ore si registra una pericolosa escalation di vergognosi casi di aggressioni fisiche e verbali, negli ospedali italiani, con protagonisti, loro malgrado, i nostri infermieri, vittime predestinate della violenza cieca e della rabbia incontrollabile da parte dei parenti dei pazienti o dei malati stessi. Ancora una volta vere e proprie spedizioni punitive, che hanno come bersaglio il personale sanitario, intento ogni giorno a svolgere il proprio lavoro con zelo e spirito di umanità. Qui si parla di carenze organizzative e strutturali che il più delle volte sono fortemente penalizzanti per i cittadini e che, purtroppo, fanno apparire l’infermiere come se, in qualche modo, fosse egli stesso ad avere le responsabilità di tali disguidi, che invece nascono nelle stanze dei bottoni, dove ci sono manager pagati fior fior di quattrini".

Causa scatenante delle violenze, per De Palma, sono "sovraffollamento dei reparti, presunti ritardi dell'organizzazione ospedaliera nell'effettuazione di indagini diagnostiche: alla fine ci si rivolge all'infermiere persino quando la dieta non è di proprio gradimento. Parliamo di problematiche all’ordine del giorno in nosocomi vetusti e fatiscenti. In molte circostanze si registra l’atteggiamento ansiogeno e decisamente abnorme dei parenti dei malati, che ormai troppo spesso esplodono in veri e propri raptus di bieca violenza verbale e fisica, incapaci di sapersi rapportare in modo civile ed equilibrato con il personale sanitario".

I casi in Campania

"Sui cinque scabrosi casi che vi segnaliamo e raccontiamo, ben quattro hanno avuto come triste palcoscenico la Campania, in assoluto tra le prime Regioni in Italia ad annoverare le aggressioni agli infermieri con una periodicità davvero allarmante", racconta il sindacalista.

A Pianura gli infermieri e i medici del 118 si sono dovuti barricare nell’ambulanza per una questione di precedenze stradali, dal momento che una persona - raccontano - è sceso dalla sua auto e ha preso o a calci e pugni la vettura.
A Giugliano, nel reparto di Medicina Generale, è scattata in pochi minuti la spedizione punitiva di ben cinque persone, due figli di una paziente e altri 3 familiari, che si sono scagliati contro gli infermieri: a loro dire il personale sanitario non si stava occupando in modo adeguato della loro congiunta. Invitati dagli infermieri a lasciare il reparto, i 5 hanno cominciato a inveire contro gli stessi, e dalle parole si sarebbe passati anche alle mani. Gli infermieri, infatti, si sono fatti refertare al pronto soccorso del nosocomio: sono state riscontrate problematiche e prognosi di tre giorni. Sul posto sono giunti anche i carabinieri che hanno identificato i componenti della “spedizione”.
A Napoli un infermiere di famiglia denuncia le aggressioni verbali di alcuni pazienti, all’interno del suo studio, "in un clima surreale, quasi di intimidazione".

Un ultimo episodio campani si è registrato a Caserta, il quinto invece a Taormina in Sicilia.

La richiesta del sindacato infermieri

"Non abbiamo ancora sentito alcun palpito sul “far west” oggetto di quanto sta accadendo. Eppure parliamo di veri e propri duelli nelle corsie d’ospedale, talvolta trasformate in campi di battaglia - conclude De Palma - Ci piacerebbe capire, da infermieri, ed alla luce di quell’accoglienza così calorosa che loro stessi tributarono pubblicamente alla legge approvata lo scorso anno, ora come intendono agire, per sensibilizzare le istituzioni ed arginare una escalation di violenza che mai come in questo momento ha trasformato gli infermieri italiani in veri e propri bersagli da colpire a piacimento". 

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