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Giugliano: nuova aggressione in ospedale, calci e pugni al medico

Paziente in fuga identificato dalla polizia. I dottori del San Giuliano: vogliamo le guardie giurate. Condizioni di lavoro impossibili

Nuova aggressione in corsia all'ospedale di Giugliano, già scenario di casi simili negli scorsi mesi. Questa volta la storia vede protagonista un paziente che pretendeva di essere visitato senza fare prima tappa al pronto soccorso. E alla risposta negativa del medico, ecco passare alle mani: pugni e calci per l'uomo in camice.

Una scena avvenuta in una delle corsie del San Giuliano, dicevamo, ove il medico colpito è stato lasciato steso sul pavimento, mentre il colpevole accompagnato da un'altra persona ha guadagnato l'uscita silenziosamente prima che qualcuno si accorgesse dell'accaduto.
Ecchimosi e contusioni la diagnosi del dottore, subito medicato al pronto soccorso e dimesso con una prognosi di dieci giorni. La polizia giunta all'ospedale, poi, ha identificato i due aggressori che, nella fretta, aveva lasciato pure indizio, ovvero una ricetta medica caduta per terra.

Questo è comunque solo l'ultimo episodio di una triste escalation. E oggi una delegazione di medici chiede urgentemente un maggior numero di guardie perché pare impossibile lavorare in queste condizioni. Ma non si parla solo di atti violenti, sia chiaro.
Il nosocomio cittadino vive infatti di profonde contraddizioni: carenza perenne di personale, medici costretti a lavorare anche duecento ore al mese, turni assurdi, accorpamento dei servizi con gravi conseguenze per l'utenza sempre più insoddisfatta. E ancora, il reparto di oncologia che, dopo quello di urologia, tende a scomparire nonostante in zona si segnalino numerosi casi si pazienti affetti da patologie tumorali.

Il vero problema, afferma Raffaele Topo, consigliere regionale del Pd intervenuto in queste ore sulla questione, è che nei Comuni i cui residenti afferiscono al San Giuliano, non esistono presidi o strutture sanitarie in grado da fungere da filtro per l'unico ospedale del comprensorio.
A questo punto, è inevitabile il congestionamento dei reparti. Se poi si mettono anche gli episodi di violenza e si tirano le somme, è più che chiaro che una situazione del genere, prima o poi, arriverà al tracollo.

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