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Calci all'auto di Caldoro, le reazioni. Identificate tre persone

Momenti di tensione ieri pomeriggio alla Regione quando un gruppo di manifestanti da mesi senza stipendio ha attaccato la vettura del governatore. In corso l'identificazione degli altri responsabili con l'ausilio di filmati della Scientifica

Identificati dalla polizia tre delle diverse persone che ieri pomeriggio hanno preso parte ai tafferugli avvenuti all'esterno del Palazzo della Regione in via Santa Lucia. Nel caos generale l'auto su cui c'era il governatore della Campania, Stefano Caldoro, è stata accerchiata.

I tre, dipendenti della Casa di Cura 'Villa Russo', verranno ora denunciati in stato di libertà perché ritenuti responsabili dei reati di danneggiamento, minacce e violenza privata. Intanto è in corso, con l'ausilio di filmati della Polizia Scientifica, l'identificazione degli altri responsabili.

Tra le reazioni, quella del presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli: "Esprimo la mia vicinanza e la mia solidarietà a Stefano Caldoro per l'aggressione subita. Dov'erano questi signori, protagonisti di un gesto così vile e ignobile, quando il Pd e il centrosinistra sfasciavano la sanità in Campania?".

Per Lucio Barani, deputato Pdl e segretario Nazionale del Nuovo Psi: "L'atteggiamento violento dei lavoratori, dipendenti di una società privata, sembra tra l'altro assurdo poiché non riconosce l'impegno e la sollecitudine della Regione che ha fatto tanto fino ad ora e che proprio durante l'aggressione era impegnata in un confronto con i sindacati. Il dialogo non può e non deve mai essere sotituito dalla violenza che è sempre ingiustificabile".


Per il segretario regionale Ugl Campania, Vincenzo Femiano: "La violenza non può e non deve essere un mezzo per far valere i propri diritti. Siamo anche convinti che quanto successo è il risultato dell'esasperazione crescente di lavoratori che da troppo tempo sono in attesa di risposte concrete. Per questo chiediamo alla Regione di promuovere un dialogo costante con le parti sociali in tutti i settori produttivi. Solo così riusciremo ad individuare soluzioni positive ai problemi del lavoro e dell'economia nel nostro territorio, evitando che la crisi economica sfoci in conflitti sociali".

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