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Incendio ecoballe ad Acerra

Incendio ecoballe ad Acerra

Acerra, rogo di ecoballe: pronto lo stop alla vendita di frutta e verdura

Le fiamme divampate martedì nel sito di stoccaggio del Pantano. Nube tossica estesa per km. La polizia non esclude il dolo. Pronto un decreto per fermare la commercializzazione di ortaggi della zona

Acerra: un incendio di enormi proporzioni è scoppiato martedì sera all’interno della piazzola numero 2 del sito di stoccaggio di rifiuti gestito dalla Sapna (società controllata dalla Provincia), un’area che fino alla fine del 2009 era posta sotto sorveglianza militare secondo la normativa, varata durante il governo Berlusconi, che dà la possibilità a questo tipo di siti di diventare “di interesse strategico nazionale”. A bruciare sono state oltre 7 mila tonnellate di veleni provocando una nube tossica che si è estesa per un’area molto grande, compresa tra Acerra e Napoli.

Quello di Acerra (in località Pantano) doveva essere solo un deposito temporaneo, sorto nei pressi dell’inceneritore, e invece le “Ecoballe” erano lì da anni, anche l’ultima proroga che la Provinca aveva dato per rimuovere i rifiuti era già scaduta da un mese.  Come riporta Pino Neri dalle pagine de Il Mattino,  le operazioni di svuotamento del sito andavano molto a rilento e adesso sono state completamente interrotte a causa di questo incendio.

Le cause del rogo (che i vigili del fuoco hanno impiegato oltre 6 ore per domare), come si legge ancora su Il Mattino,  non sono ancora accertate, ma la polizia non esclude il dolo.  E gli scenari che si aprono su questa ipotesi sono tanti e tutti terribili. Gli ambientalisti  e i comitati civici sono già pronti a dare battaglia e annunciano azioni legali direttamentecontro istituzioni locali e nazionali, che non hanno saputo garantire salvaguardia di ambiente e salute.

E proprio per l’ipotesi di un grosso  danno ambientale, riferisce Pino Neri, il Comune ha preparato un’ordinanza  finalizzata al divieto di commercializzazione di frutta e ortaggi provenienti dall’agro acerrano.
Si tratta di un’indiscrezione, spiega il giornalista, ma le voci che questa ordinanza vada presto in vigore si fanno sempre più insistenti, anche se l’atto è fatto in forma preventiva e cautelativa.

Intanto si attendono i risultati delle analisi dell’aria effettuate da un’unità speciale dei vigili del fuoco, mentre le prime analisi sui rifiuti inceneriti effettuate dalla polizia scientifica avrebbero accertato la presenza di percolato, ma, secondo il corpo speciale, i rifiuti potrebbero non essere classificabili come pericolosi.
Quel che è certo però è che sempre di più l’entroterra napoletano diventa area di veleni e morte, in cui si concentrano discarche, inceneritori, siti di stoccaggio abbandonati per anni e abusi di ogni tipo, in cui il nuovo disastro ambientale è sempre dietro l’angolo.

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