Cronaca

Duro colpo a due clan nel napoletano: nei guai 26 persone (22 arrestate)

Ricostruito anche l'omicidio avvenuto ad Acerra sei anni fa. La vittima venne uccisa con un colpo di arma da fuoco alla nuca mentre era seduta su una panchina in pieno centro

Nel corso della notte ad Acerra, Caivano, Napoli, San Gimignano, Benevento, Cosenza e Siracusa, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti, di 26 indagati (22 in carcere e 4 agli arresti domiciliari, dei quali 4 già detenuti in carcere) gravemente indiziati, a vario titolo, di “associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, alle estorsioni aggravate dal metodo mafioso, nonché alla commissione di reati in materia di armi, contro il patrimonio e la persona”.

I clan coinvolti

Le indagini, svolte dai Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna e coordinate dalla DDA partenopea, hanno evidenziato gli assetti della criminalità organizzata attivi nel territorio del comune di Acerra e gli interessi dagli stessi nutriti nel settore legato alla commercializzazione di sostanze stupefacenti di vario tipo (cocaina, hashish e marijuana), ovvero in quello dei reati contro il patrimonio. Due le formazioni criminali emerse nel corso delle indagini: il gruppo criminale “Di Buono” (cc.dd. “Marcianisielli”) ed il gruppo avverso dei “Lombardi”, entrambi – come anticipato – operanti nel grande centro campano. Nelle indagini sono state monitorate le dinamiche organizzative di tre distinte “piazze di spaccio”, attivate nel comune di Acerra nei quartieri popolari “Ice Snei”, “Parco dei Napoletani” e “Piazzale dei Martiri”.

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Ricostruzione omicidio

E' stato ricostruito l'omicidio avvenuto ad Acerra il 19 set. 2015 di un pregiudicato del luogo (all’epoca dei fatti 57enne) riconducibile al gruppo criminale “Lombardi”, ad opera di due soggetti affiliati al gruppo avverso dei “Di Buono” (di cui uno, autoaccusatosi e divenuto collaboratore di giustizia) dietro la regia, quale mandante, del vertice del clan “di Buono”. I due autori materiali, avvicinatisi alla vittima in sella ad uno scooter, esplodevano all’indirizzo della vittima un colpo alla nuca, approfittando del fatto che la stessa si fosse in quel momento seduta su di una panchina nel pieno centro cittadino. L’episodio consentiva di registrare per la prima volta una “frizione” trai due gruppi criminali, inizialmente stretti da vincoli di collaborazione.
Luce anche sull’agguato del 13 aprile 2016, sempre ad Acerra, messo in atto da uno degli indagati (in concorso con altro soggetto non identificato) in danno di un pregiudicato del luogo (all’epoca dei fatti 21 enne rimasto gravemente ferito nella circostanza). L’episodio, per come ricostruito, era maturato nel contesto legato alla lotta per il predominio sulle “piazze di spaccio” della città acerrana.

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