Museo Archeologico, i suoi "tesori" trasferiti a Ferrara: scoppia la polemica

Una petizione, un sit-in previsto per domani, la richiesta di conoscere gli atti: le associazioni cittadine si mobilitano contro la decisione del direttore del Mann Paolo Giulierini

Museo Archeologico Nazionale (Mann)

Polemiche sull'accordo firmato dal direttore del Museo Archeologico partenopeo (Mann), Paolo Giulierini, e i curatori di Palazzo Bellini a Comacchio (in provincia di Ferrara): in concreto, parte della collezione nei depositi del Museo verrà trasferita - pare momentaneamente - nella cittadina sull'Adriatico. Si tratta di reperti archeologici provenienti da Ercolano e Pompei.

La levata di scudi di chi sosteneva da tempo la necessità che quei tesori venissero esposti in città non si è fatta attendere. Barbara Giardiello, attivista e giornalista, ha lanciato una petizione perché le opere restino nel capoluogo partenopeo, mentre il presidente dell'associazione Ram (Rinascita Artistica del Mezzogiorno) Dario Marco Lepore ha ricordato – nel sostenere che l'accordo debba essere del tutto rivisto – come non sia la prima volta che collezioni museali partenopee vengano trasferite, come fu il caso dei 121 dipinti della collezione Farnese portati a Parma a titolo di "risarcimento" nel 1921. Infine l’Associazione “Uguaglianza e Libertà” ha chiesto, attraverso il suo presidente Maria Giovanna Castaldo, che siano immediatamente resi pubblici gli atti relativi all’accordo. Nell'intenzione di volersi "opporre in tutti i modi allo scippo delle opere", che potrebbero essere esposte in città dato che "luoghi simbolo come Palazzo Fuga aspettano da anni di trovare un nuovo utilizzo che ne valorizzi le enormi potenzialità".

C'è un retroscena che getta un po' di ombre sulla vicenda. Antonio Luongo, ex consigliere comunale di Napoli che sta organizzando un sit-in di protesta all'esterno del Mann previsto per domattina, ricorda che "la nomina del direttore Paolo Giulierini, aretino come la ministra Boschi, è stata fortemente voluta nell’ottobre del 2015 dal ministro Dario Franceschini, nato proprio a Ferrara provincia nella quale si trova il Comune di Comacchio. Che, con la mostra delle opere del Mann, intende rafforzare la propria candidatura a capitale della cultura per il 2018".

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Peraltro lo stesso Giulierini pare avesse inizialmente altri piani. "I depositi sono il grande potenziale del museo – dichiarò in un'intervista a Repubblica – utilizzeremo i reperti non esposti per mostre che penseremo noi e devono essere allestite come azione di un percorso di allestimento del Museo stesso che così, mostra dopo mostra, cambierà continuamente le esposizioni".

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