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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Le indagini / Secondigliano / Corso Italia

Accoltellato a Secondigliano, la decisione del giudice sui due autori del raid

Resta in carcere il 18enne mentre il 16enne va in comunità e si difende: “È stata legittima difesa”

Hanno provato a spiegare la loro verità dinanzi al Gip capovolgendo quelle che sono le ipotesi venute fuori nelle ultime ore. Sono comparsi dinanzi al magistrato, per l'udienza di convalida del fermo, il 18enne e il 16enne accusati di aver accoltellato il 30enne L.D.F., lungo corso Italia a Secondigliano. Per il maggiorenne, il gip del tribunale di Napoli ha disposto la custodia cautelare in carcere con l'accusa di tentato omicidio. Stessa contestazione mossa al 16enne che però ha fornito le indicazioni più importanti per un'altra versione dei fatti. Il giovanissimo, come elemento più importante, si è accusato dell'accoltellamento, escludendo l'amico maggiorenne da ogni responsabilità nel gesto, ma soprattutto spiegando perché l'aveva fatto.

Secondo il suo racconto, per ben quattro volte il 30enne avrebbe provato a rubare all'interno della sua abitazione. La persona offesa era, infatti, già nota alle forze dell'ordine per episodi del genere, oltre che destinatario di denunce da parte della madre che non lo voleva più all'interno della sua abitazione. Il 16enne ha spiegato di aver agito per legittima difesa. Stando al suo racconto, il coltello utilizzato era in possesso della vittima che l'aveva sulla scena del delitto. Ha spiegato di aver tolto il coltello da una mano del 30enne e di averlo accoltellato una sola volta dopo essere stato colpito con un pugno al naso. A supporto della sua versione, la difesa patrocinata dal penalista Antimo Castiello, ha anche prodotto un video delle telecamere di sorveglianza della zona.

L'obiettivo è quello di dimostrare che il 16enne non aveva alcuna volontà omicidiaria ma che ha agito in maniera estemporanea e per difendersi. Lo stesso 16enne si è detto pentito di ciò che ha fatto e della sproporzione della sua reazione e, secondo la difesa, si sarebbe configurato solo il reato di lesioni gravi ed è quello che si proverà a dimostrare in aula. Il gip del tribunale dei Minori. ha ritenuto di non convalidare il fermo, vista l'assenza di un reale pericolo di fuga, e ha disposto la custodia in una comunità a fronte della custodia cautelare in carcere richiesta dalla procura dei Minori. Restano preoccupanti le condizioni della vittima. Il 30enne è uscito dal coma nelle ultime ore ma dovrà essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico a seguito della lesione subita al polmone rimasto trafitto dalla coltellata.

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