rotate-mobile
Cronaca

La Guardia di Finanza blocca l’attività di una nota azienda napoletana di abbigliamento per bambini

Nelle indagini è emerso che la società titolare del marchio e promotrice della rete commerciale in franchising avrebbe posto in essere, ai danni dell'affiliato, condotte riconducibili all'abuso di dipendenza economica

La Guardia di finanza di Vicenza ha dato esecuzione all'ordinanza applicativa di misura interdittiva disposta dal gip del tribunale di Vicenza nei confronti di due amministratori/gestori di una spa, con sede in Nola, titolare di un noto marchio nazionale operante - con la formula commerciale del franchising - nel settore del commercio al dettaglio di abbigliamento per bambini. Ai due imprenditori è stato quindi imposto il divieto temporaneo di "... esercitare attività imprenditoriali di qualsiasi natura e in qualsiasi forma sia individuale, che associata o societaria" in relazione ai reati di concorso esterno in plurime condotte di bancarotta fraudolenta - patrimoniale ed "impropria" per effetto di operazioni dolose - connesse alla dichiarazione di fallimento di una srl (sentenza del tribunale di Vicenza 12 marzo 2018).

Le indagini

L'attività di indagine svolta dalla Procura di Vicenza - con I'ausilio dei militari della Guardia di finanza del comando Nucleo di polizia Economico-Finanziaria e della sezione di Polizia giudiziaria - ha preso avvio dal fallimento dell'indicata società di capitali operante nel Vicentino ed affiliata - a seguito di contratto di franchising - alla catena commerciale facente capo alla società campana (franchisor). Nell'indagine sono coinvolti anche l’amministratore/legale rappresentante della società fallita e l'agente di zona per la rete di affiliati alla spa. Nel corso delle indagini è emerso che la società titolare del marchio e promotrice della rete commerciale in franchising avrebbe posto in essere, ai danni dell'affiliato vicentino, condotte riconducibili all'abuso di dipendenza economica" consistite nell'imporre acquisti di merce destinate alla rivendita al dettaglio per quantitativi non sostenibili dall'affiliato, causando un progressivo crescente aumento delle merci invendute giacenti in magazzino, con conseguente forte indebitamento dell'affiliato, e nell'assoggettare l'affiliato a plurime e reiterate campagne promozionali secondo condizioni ed applicazione di sconti inidonee a garantire un adeguato margine di guadagno all'affiliato. Ciò favoriva la grave situazione di indebitamento dell'affiliato in quanto le forniture di merci venivano finanziariamente regolate con finanziamenti "baciati" erogati dalla società nolana al fine di consentire alla società franchìsee di onorare, alle diverse scadenze, le ricevute bancarie emesse a fronte delle forniture di merci e, nell' interrompere arbitrariamente e senza preavviso il rapporto di affiliazione, stipulavano con la società fallita un contratto di natura transattiva a compensazione dell'ingente esposizione debitoria - oltre 800.000,00 euro - a fronte della cessione alla società affinante della quasi totalità dell'attivo patrimoniale, degli arredi dei cinque esercizi di vendita e dell'avviamento, con corrispettivo pregiudizio per gli altri creditori. 

La nota della Gdf precisa che “il procedimento penale è in fase di indagine preliminare e che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna”.

La notizia su VicenzaToday

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Guardia di Finanza blocca l’attività di una nota azienda napoletana di abbigliamento per bambini

NapoliToday è in caricamento