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Vele, Scampia aspetta l'abbattimento. Luciano Caldore in lacrime: "Quando arrivai non c'era l'acqua"

Il comitato si prepara per la giornata del 20 febbraio, quando comincerà la demolizione della vela verde: "Un successo di questo popolo che aspetta un nuovo inizio"

 

Si contano i giorni che mancano a un evento storico. Dopo 17 anni un'altra vela di Scampia, la quarta, verrà abbattuta. Più correttamente, comincerà la demolizione che durerà 40 giorni. Un appuntamento accompagnato da gioia, paura, voglia di non fermarsi. Ma anche da ricordi difficili da far emergere, come quelli di Luciano Caldore, il cantante che per vent'anni ha vissuto nelle vele e che sarà protagonista del concerto del 20 febbraio, poche ore dopo l'inizio dei lavori.

"Avevo sei anni quando venni ad abitare nelle vele - racconta Caldore, in un flash back rotto più volte dalla commozione - scappavamo dal terremoto, ma qui non c'era nemmeno l'asfalto. Alcune case non avevano nemmeno i balconi e passammo un inverno gelido senza avere acqua né riscaldamenti. Però ci siamo voluti sempre tutti bene. Guardo con orgoglio quei ragazzi partiti da questi palazzi che si sono laureati e hanno avuto successo. Per me è un'emozione fortissima, qui vive ancora la mia famiglia". 

Giovedì 20 febbraio non ci sarà spazio per le passerelle politiche, nonostante si sia in campagna elettorale. Almeno è quello che assicura il Comitato Vele: "E' una festa solo nostra - spiega Omero Benfenati - di chi da 40 anni combatte per la dignità abitativa di questa gente e per la riqualificazione di un quatiere di cui si è sempre parlato solo male". 

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