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Lavoro, assistenza e tutele: le richieste delle donne lavoratrici alla Regione

Corteo a Santa Lucia. Dopo l'occupazione del Lungomare, una delegazione è stata ricevuta dall'Assessorato alle politiche sociali

 

C'è poco da festeggiare. Un 8 marzo più amaro del solito quello per le donne lavoratrici napoletane. Il 2020 è stato un anno terribile per tutti, ma sono le donne ad aver pagato il prezzo più alto in termini di posti di lavoro persi. A questo dato, si aggiungono la mancanzi di piani assistenziali che permettano alle madri di poter essere anche lavoratrici e la chiusura dei centri di violenza, in concomitanza con l'aumento delle violenze domestiche registrato in questi mesi di pandemia. 

Pr questo motivi, in centinaia, non solo donne, hanno sfilato a Santa Lucia. Tra le sigle presenti, il Si Cobas, il Laboratorio Iskra e i Disoccupati 7 novembre. Il corteo ha occupato il Lungomare e chiesto un incontro in Regione. Un delegazione è stata ricevuta dallo staff dell'Assessorato alle Politiche sociali. Si è trattato di un confronto interlocutorio che dovrebbe aprire, nei prossimi giorni, alla creazione di un tavolo per discutere delle varie vertenze. Il corteo si è poi ricongiunto con la manifestazione del popolo transfemminista. 

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