Cronaca

Secondigliano, estorsione aggravata dal metodo mafioso: 3 arresti

Determinante la collaborazione delle vittime. Le intercettazioni e le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia hanno poi consentito di chiudere il cerchio sui destinatari del provvedimento

Estorsione

A seguito di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale della Procura di Napoli, i Carabinieri del Comando provinciale partenopeo hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone per il reato di estorsione, commesso a Napoli tra aprile e maggio 2015, con l'aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il gruppo camorristico dei Licciardi, di cui uno dei tre arrestati è considerato esponente di primo piano.

Nella vicenda sono coinvolte anche altre due persone, legate a Ciro Cortese, ucciso in un agguato di camorra lo scorso 27 aprile a Casavatore, già destinatarie di ordinanza cautelare e arrestate in flagranza all'atto della riscossione del denaro. I due fungevano da mediatori tra commercianti ed esponenti del clan per ottenere una riduzione della somma. Dopo l'omicidio di Cortese hanno svolto il ruolo di esattori della somma concordata, 50 mila euro rispetto ai 100 mila richiesti dai tre arrestati oggi, riscossa il 14 maggio scorso.

Determinante per la ricostruzione dei fatti è stata la collaborazione delle vittime, cui hanno fatto seguito le indagini dei carabinieri che hanno proceduto all'arresto in flagranza di uno dei tre soggetti, intento ad riscuotere denaro.

Le attività di intercettazione e le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia appartenenti a diversi clan operanti sul territorio di Secondigliano - Scampia hanno poi consentito di chiudere il cerchio sui destinatari del provvedimento restrittivo eseguito questa mattina.

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