Domenica, 19 Settembre 2021
Utenze

Disattivare luce, gas e telefono: come fare e quanto costa

Fondamentale seguire le procedure previste nelle condizioni di ciascun contratto di fornitura e preparare alcuni documenti prima di procedere

Quando si cambia casa, per qualsiasi motivo, subito dopo il trasloco  bisogna ricordare di disattivare tutte le utenze.

Recedere dai contratti di fornitura – a patto di seguire le procedure e preparare alcuni documenti - non è difficile, spesso può essere fatto on-line, ed è fondamentale per non trovarsi poi costretti a pagare i servizi di un appartamento che non si occupa più .

Come fare per

Innanzitutto è necessario preparare i seguenti documenti:

- codice fiscale e carta d’identità in corso di validità dell’intestatario del contratto;

- codice cliente presente sulla bolletta;

- per corrente elettrica POD: equivale al codice fiscale della bolletta, identifica in modo univoco l’utenza ed è associato al contatore e all’intestatario del contratto. Di solito si trova sulla bolletta in alto, vicino alla voce “Dati Fornitura”;

- per gas PDR: è un numero univoco e corrisponde alla posizione fisica del contatore del gas. Nella bolletta il codice si trova nella prima o seconda pagina, all'interno dei dati sulle caratteristiche della fornitura;

- autolettura del contatore (numeri di consumo);

- indirizzo per il recapito della fattura di conguaglio finale;

- data in cui deve essere disattivata la fornitura

Come procedere

- la richiesta di disattivazione deve essere inviata al fornitore con un preavviso non superiore ai 30 giorni via fax, o email o raccomandata A/R

- fondamentale conservare la conferma di ricezione da parte del fornitore della nostra comunicazione di disdetta: infatti costituisce la prova che la disdetta è stata effettuata e conferisce data certa all’adempimento

- il fornitore è tenuto a disattivare la fornitura entro 5 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta. Se la disattivazione non viene effettuata entro i tempi previsti, il cliente ha il diritto ad un rimborso, previsto dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI):

  • per il mancato rispetto dei tempi per la disattivazione dell’energia elettrica, il rimborso ammonta a circa 35 euro, che salgono a 70 euro se il tempo impiegato è il doppio del previsto, circa 105 euro se l’interruzione avviene entro o oltre il triplo
  • per la disattivazione della fornitura di gas oltre i tempi previsti, i clienti dotati di un contatore fino alla classe G6, possono avere un indennizzo automatico di 35 euro.

Quanto costa disattivare un contratto luce o gas? Richiedere la cessazione di un contratto di fornitura di luce ha costi che dipendono dal fornitore: le tariffe sono riportate nelle condizioni contrattuali.

  • disattivare la linea telefonica

Per disattivare la linea telefonica, la procedura da seguire è simile a quella descritta per luce e gas.

E’ necessario prestare molta attenzione ai termini in cui è possibile recedere dal contratto, che sono riportati nelle condizioni contrattuali.

Sempre fondamentale conservare la conferma di ricezione della comunicazione.

La richiesta deve essere inviata tramite raccomandata a/r – e preferibilmente anche, in aggiunta, via fax - richiamando la legge 40 del 2007.

  • disdire un contratto ADSL

Generalmente la domanda per l'interruzione della fornitura deve essere effettuata almeno un mese prima.

La richiesta va inviata al servizio clienti del gestore a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o pec, accompagnata dal modulo per la disdetta messo a disposizione da ogni operatore, firmato in calce con firma leggibile, e completa di fotocopia di un documento d’identità dell’intestatario del contratto.

Quanto costa disdire un contratto telefonico? Dopo il Decreto Bersani non esistono più penali, anche se molte compagnie prevedono costi di disattivazione in caso di disdetta anticipata. Le tariffe variano da azienda ad azienda e sono riportate nelle condizioni del contratto di fornitura. Da considerare l’eventuale presenza di dispositivi in comodato d’uso - modem, router o decoder - che vanno restituiti o pagati al fornitore.

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