Sicurezza

Inquinamento dentro le nostre case: i danni per la salute

A rischio soprattutto i più piccoli. Cosa dicono gli esperti

L’inquinamento dell’aria, non solo all'esterno, ma anche dentro le nostre case, costituisce il principale fattore di rischio ambientale per la salute ed è  una delle principali cause evitabili di morte e malattia. 

Le mascherine ci hanno protetti, oltre che dal Covid, anche dai fattori inquinanti riducendo l’insorgere di riniti e riacutizzazioni. Servono ora percorsi per facilitare all’accesso ai controlli pneumologici ed allergologici per evitare la cronicizzazione” avverte Simona Barbaglia, Presidente dell’Associazione Respiriamo Insieme-APS : sono ancora troppe, infatti, le persone che non riescono ad accedere alle strutture per la diagnosi di asma o allergie ad inalanti, con inevitabile innalzamento del rischio di cronicizzazione.

Le mascherine riducono i sintomi della rinite allergica

Gli inquinanti riducono l’efficienza dei sistemi di difesa nei confronti di agenti tossici – spiega Gennaro Liccardi, allergologo e membro del Comitato Scientifico Associazione Respiriamo Insieme-APS – e “facilitano” la comparsa di allergie. Questi effetti si possono osservare in tutte le fasi della vita ed è accertato che l’esposizione a inquinanti nei primi mesi può condizionare lo sviluppo di allergie respiratorie anche più in là nella vita come nell’adolescenza e nella maturità. È stato dimostrato (1) per la prima volta, che l’uso delle mascherine durante il “lockdown per Covid-19” nell’anno 2020 ha ridotto i sintomi della rinite allergica da pollini primaverili. Altri studi hanno dimostrato l’efficacia delle mascherine anche nei confronti dell’inquinamento industriale/veicolare (oltre che contro i virus in genere). Si deduce che il loro utilizzo dovrebbe essere incentivato in queste direzioni”.

Inquinamento e bambini: i danni

L’inquinamento atmosferico in età pediatrica provoca numerosi sintomi che vanno da banali episodi irritativi a carico delle vie respiratorie (riniti-faringo-tracheiti), ad acutizzazione asmatica e infezioni delle vie respiratorie. 

"I dati della Organizzazione Mondiale della Sanità riportano un elevato numero di decessi in età pediatrica (circa 500 mila per anno) attribuibili agli effetti diretti e indiretti dell’inquinamento, primo fra tutti – precisa Antonio Di Marco, Dirigente Medico U.O.C. Broncopneumologia Pediatrica, Dipartimento Pediatrico Ospedaliero Ospedale Bambino Gesù, IRCCS Roma - la precoce esposizione sin dalla gravidanza, epoca di particolare suscettibilità degli organi in formazione. Tra le peculiarità che rendono più elevata l’esposizione agli inquinanti dell’ambiente abbiamo il fatto che la frequenza respiratoria nei bambini è più elevata: la loro respirazione è frequentemente orale, soprattutto nei più piccoli, cosa che comporta la perdita del filtro naturale nasale e il fatto che la loro altezza è più vicina a quella degli scarichi delle autovetture".

Tra gli inquinanti ambientali più pericolosi sono descritte le polveri sottili (PM 2,5), costituite da diversi prodotti della combustione, in grado di eludere i filtri naturali delle vie respiratorie e raggiungere più facilmente le basse vie aeree dove esercitano la loro azione irritativa. È necessario che scienza e politica – conclude Renato Cutrera, Responsabile U.O.C. Broncopneumologia Pediatrica, Dipartimento Pediatrico Ospedaliero Ospedale Bambino Gesù, IRCCS Roma - aumentino gli sforzi possibili affinché vengano sostituite quanto prima le fonti energetiche inquinanti. Il problema è di straordinaria emergenza e va affrontato senza esitazioni e interessi di parte. La salute dei bambini è in serio pericolo e il rischio di un peggioramento dei dati clinici negli anni a venire deve essere evitato”.

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