Campi elettromagnetici: fanno davvero venire il cancro?

I campi elettromagnetici, naturali o indotti, sono praticamente dappertutto. Ma sono davvero nocivi per la salute?

I campi elettromagnetici sono dati dalla combinazione di un campo elettrico e uno magnetico. La scienza ne ha riconosciuto da tempo la capacità di interagire con i tessuti biologici, attestata dal riscaldamento che provocano. Gli studi dicono anche che la loro capacità di interazione con l'organismo dipende dalla vicinanza della sorgente (man mano che si allontana l'intensità del campo infatti decresce) oltre che dall'intensità, cioè dalla frequenza delle onde per unità di tempo.  Gli effetti reali dell'esposizione e, soprattutto, di un'esposizione prolungata e continua, tuttavia non sono ancora noti.

Dove si trovano i campi elettromagnetici

Senza entrare nel complicato mondo della fisica, è sufficiente dire che i campi elettromagnetici nel nostro mondo sono presenti praticamente ovunque: a generarli è sia la natura (basti pensare all'elettricità atmosferica e al campo magnetico terrestre), sia dispositivi e prodotti di uso comune come ad esempio frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, televisori, pc e telefoni mobili oltre che specifici strumenti per la diagnostica medica come Tac e risonanze.  

Come si misurano i campi elettromagnetici

I campi elettromagnetici si classificano in base alla frequenza, misurata in hertz:

  • campi a bassa frequenza, fino a 300 hertz: sono quelli tipici di tutti i più comuni dispositivi;
  • campi intermedi, tra i 300 hertz e i 10 megahertz: sono generati ad esempio dai computer;
  • campi a radiofrequenza, tra i 10 megahertz e i 30 gigahertz: li producono radio, televisori, antenne per la telefonia mobile. L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato questi campi elettromagnetici come "cancerogeni di gruppo 2B": vuol dire che sussiste, in base ai livelli di esposizione, la possibilità che possano essere cancerogeni per gli esseri umani.

Campi elettromagnetici e cancro: cosa dice la scienza

La scienza è concorde solo nel ritenere che la ricerca su possibili correlazioni tra l'esposizione continuata a forti campi magnetici e insorgenza di alcuni tipi di tumore deve andare avanti. Gli studi epidemiologici e sperimentali condotti finora, spiega ad esempio l'AIRC, l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro, "non hanno ancora mostrato associazioni significative tra l'esposizione a campi magnetici e un'aumentata insorgenza di cancro in bambini e adulti".

Gli studi, ad oggi, non hanno però neanche escluso una possibile associazione tra forti campi elettromagnetici, ad alti livelli e/o per lunghi periodi, e insorgenza di alcuni tipi di tumore. Gli esiti delle ricerche sono infatti spesso discordanti e i dati reputati ancora non sufficienti. 

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