Coronavirus: tassi ai minimi, bene i mutui on line, ma non a Napoli

I dati del mercato secondo Mutui-on-line SpA, la holding di servizi finanziari che gestisce gran parte dei canali web per il finanziamento

Almeno, per ora, in Italia, il Coronavirus non sta frenando le richieste di mutui: a dirlo è l’Osservatorio di MutuiOnline.it, che ha realizzato a tempi record uno studio sull'andamento del settore.

Tassi ai minimi Le prospettive di un rallentamento dell’economia dovuto al Coronavirus, spiega il report dell'Osservatorio, hanno portato rapidamente ad una sensibile riduzione del costo del denaro. La conseguenza è che, allo stato, le migliori offerte per un mutuo a tasso fisso partono da 0,50% sui 20 anni e da 0,70% sui 30 anni.

L'andamento dei mutui on line nelle regioni A guidare la domanda di mutui sul web sono le regioni del Centro e del Nord: il Centro Italia, in particolare, cresce ad un ritmo del 10% superiore alla media nazionale. E il Nord Italia, per quanto più coinvolto dal Coronavirus, cresce del 4% sopra la media nazionale.

Scendendo nei dettagli, tra le regioni, il primato della crescita spetta al Trentino Alto-Adige e alle Marche, rispettivamente con il + 51% ed il + 24%. Bene anche il Lazio al 16% oltre la media nazionale.

Le città Buona la crescita a Roma (+ 20% rispetto alla media), Bologna (+ 26%), Bari (+ 13%) e Milano (+ 12%). Agli ultimi posti  tutte città del Sud: Palermo (- 27%), Catanzaro e Potenza (entrambe - 19% rispetto alla media nazionale).

Napoli è a -11% rispetto alla media nazionale. Nella nostra città, dunque, si registra una consistente frenata delle richieste nonostante i tassi bassi e l'offerta di immobili sul mercato.

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Per ora, dunque, al Centro-Nord il Coronavirus sta limitando spostamenti e ritmi quotidiani di vita, ma non frena i progetti per il futuro delle famiglie per le quali la casa resta un simbolo di sicurezza e protezione. Decisamente diverse, invece, le cose a Sud, dove l'epidemia al momento è ancora marginale: i napoletani e i meridionali in genere, infatti, pare preferiscano rimandare progetti per il futuro e investimenti

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