Ficus assassino: perché questa pianta è chiamata così e a cosa prestare attenzione

In alcuni paesi nel lattice del ficus si intingevano le punte delle frecce. Numerose le varietà diffuse in case e studi per la bellezza delle foglie sempreverdi e le poche cure che richiede

A Napoli come nel resto d'Italia chiunque, almeno una volta, ha avuto in casa una pianta di "ficus", dal più comune Benjamin alle varietà più ricercate come l' "elastica" o la  "lyrata".

Regalato o acquistato per abbellire un angolo del salotto o l’ingresso come balconi e giardini, il ficus, in tutte le sue circa 800 varietà conosciute, non ha bisogno di molta luce e richiede pochissima cura che consiste nel dargli un ambiente riparato da correnti d’aria e luce diretta del sole e frequenti annaffiature, bagnando anche le foglie, con l’accortezza di evitare qualsiasi ristagno d’acqua, perché le radici marcirebbero (sul fondo del vaso vanno quindi lasciati 1-2 centimetri di ghiaia o argilla espansa, che drenano l’acqua). In cambio il ficus offre bellissime foglie sempreverdi, lucide e lanceolate.

Il "Benjamin", inoltre, in particolare, riesce a migliorare la qualità dell'aria della camera in cui è collocato. E’ dunque una pianta perfetta per studi o appartamenti. Il ficus però è anche una pianta cui prestare grandissima attenzione, perché può essere davvero molto pericolosa: esistono infatti numerose specie di ficus assassini, chiamati così perché i loro semi hanno la pessima abitudine di germinare sulla corteccia o il fusto di piante e alberi vicini, come un rampicante. Crescendo, però, come serpenti iniziano ad avvolgere e soffocare il loro ospite con le radici aeree. Si tratta di una morsa letale perché sono talmente implacabili che, inesorabilmente, la pianta ospite finisce soffocata.

Per l'uomo e gli animali, comunque, il ficus non è del tutto innocuo: foglie e radici, infatti, secernono un "lattice bianco" capace di provocare dolore, eritema, vescicole e anche, in caso d’ingestione, sintomi gastrointestinali. Niente di troppo grave, anche se in alcuni paesi il latte del ficus era usato per “potenziare” le punte delle frecce. Attenzione dunque ai bambini e agli animali domestici.

Infine due curiosità: nelle zone dell’Asia da cui hanno origine le varietà più diffuse, il ficus era considerata una pianta sacra, custode dei templi. Nel suo habitat il ficus può raggiungere anche i 30 metri d’altezza, mentre se collocato all'interno di un appartamento arriva al massimo a 4 metri.

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