Vomero

Vomero: una notte rosso sangue

I gravi episodi delinquenziali, riportati dalle cronache, avvenuti nel corso della notte per la legalità, culminati con l’accoltellamento di due ragazzi, nella centralissima via Luca Giordano al Vomero, erano ampiamente prevedibili, alla luce anche di numerosi analoghi eventi verificatisi, pure in un recente passato e sempre nei fine settimana, lungo le strade del quartiere collinare, che hanno visto, quasi sempre, come protagoniste le bande di giovinastri provenienti da altre zone della Città e dell’hinterland partenopeo. Nonostante il dispiegamento delle forse dell’ordine era palesemente impossibile poter controllare la massa di alcune decine di migliaia di ragazzi, molti dei quali minorenni, che hanno invaso le strade e le piazze in un’area di circa due chilometri quadrati. Bisognava assolutamente evitare la realizzazione di manifestazioni di questo tipo, che, creando assembramenti di bande di giovinastri in una zona con specifici precedenti, potevano facilmente e prevedibilmente sfociare in violenze e scontri. Certo i coltelli non sono stati trovati per strada ma c’era una volontà precisa, da parte di chi è partito da casa armato, di aggredire, con la consapevolezza di poter ferire e, forse, anche uccidere. Una volontà malvagia che ha trovato terreno fertile nell’incapacità di capire, e dunque di evitare, il grave pericolo al quale si esponevano gli ignari partecipanti, anche famiglie con bambini al seguito. Peraltro i residenti hanno ben compreso la pericolosità insita nella manifestazione e, per questo, sono perlopiù rimasti chiusi nelle loro abitazioni o migrati per tempo altrove. Così come i  commercianti che, per la maggior parte, hanno abbassato le saracinesche all’orario consueto, temendo furti, rapine e atti di  vandalismo da parte delle bande delinquenziali calate nel quartiere. Il danno d’immagine per il Vomero, considerato uno dei quartieri bene di Napoli, noto in tutto il mondo, anche per la presenza di importanti beni culturali come quelli dell’area di San Martino, con il castello, la certosa e il museo, è di notevole gravità. Infatti, a seguito dell’accaduto,  il quartiere collinare partenopeo è finito sulle prime pagine della cronaca e nei servizi del Tg nazionale. I rappresentanti delle istituzioni che hanno voluto e organizzato l’evento, palesemente fallimentare, specialmente rispetto alle prefisse finalità di legalità, dovrebbero trarne le dovute conclusioni. Peraltro, a fronte dei diversi episodi delinquenziali registrati durante una notte che, a questo punto, tutto può definirsi fuorché della legalità, anche per la presenza di numerose bancarelle e venditori abusivi anche con baracconi per il tirassegno, che l’hanno di fatto trasformata in una sorta di sagra paesana, si registra pure il cospicuo impegno economico, sostenuto con pubblico danaro, per gli straordinari dovuti per la presenza delle forze dell’ordine, per mantenere aperti fino a notte inoltrata i mezzi del trasporto pubblico e per ripulire, a manifestazione terminata, l’area interessata, ridotta a un letamaio. Di converso nessun beneficio ne è venuto alla collettività, se non una notte di disagi, anche per le limitazioni alla viabilità veicolare, e di paure. Ci auguriamo che iniziative di tal fatta, che creano pericolosi assembramenti, che possono favorire l’infiltrazione di malintenzionati e delinquenti, non abbiano più a ripetersi e che comunque, chi di dovere, ne impedisca la realizzazione, così come auspichiamo che venga fatta piena luce su tutte le responsabilità, non solo dunque degli esecutori materiali, dei gravi e prevedibili eventi che si sono verificati nell’occasione.

Gennaro Capodanno

gennarocapodanno@gmail.com

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Vomero

Il quartiere collinare visto da Gennaro Capodanno, ingegnere e a lungo consigliere della circoscrizione. Negli ultimi anni ha costituito diversi comitati per sostenere le battaglie comuni insieme ai cittadini della zona. Tra questi il Comitato per il trasporto pubblico e il Comitato Valori collinari, dei quali è presidente.

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Commenti (1)

  • Analisi perfetta.Da vomerese non avrei potuto esprimermi meglio.

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