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Vomero: la fontana Itaca e l’acqua “perduta” - Video

            “ Da quando, nottetempo, alla vigilia del Natale del 1999, la fontana Itaca fu installata nella nascente isola pedonale di via Scarlatti nel quartiere Vomero, questo manufatto in ferro non ha goduto di molte fortune – ricorda Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Le leggende metropolitane raccontano che, approfittando della sua forma quadrangolare e del periodo natalizio, già nei giorni immediatamente seguenti furono fatte trovare alcune anguille che nuotavano nell’acqua della fontana. Da qui il nomignolo che da allora l’accompagna di “vasca dei capitoni”. Poi una petizione popolare che raccolse diverse migliaia di firme per chiedere lo spostamento della fontana altrove, in quanto ritenuta poco consona allo stile architettonico che caratterizza da sempre il quartiere collinare della Città. Petizione che evidentemente non ha raggiunto gli effetti auspicati “.

            “ Negli ultimi tempi i vomeresi si sono quasi del tutto rassegnati a questa presenza ed ai problemi che essa comporta – continua Capodanno -. Più di una volta, infatti, la vasca ha cominciato a perdere ettolitri del prezioso liquido, presumibilmente per guasti al sistema che regola il livellamento dell’acqua oltre che di tenuta, rendendo peraltro scivolosa la pavimentazione in cubetti di porfido. Che non si trattasse di acqua riciclata attraverso un sistema di pompaggio appariva già evidente da queste segnalazioni, l’ultima delle quali risale al febbraio del corrente anno (https://www.napolitoday.it/blog/vomero/vomero-itaca-la-fontana-incontinente.html ). Infatti se si fosse trattato di acqua riciclata, a seguito delle cospicue perdite, la vasca avrebbe dovuto svuotarsi, ed invece l’acqua continuava a sgorgare dilavando gran parte della carreggiata e finendo poi nei tombini adiacenti “.

            “ Disfunzioni sempre segnalate e alla ribalta delle cronache, mentre c’è chi oggi fa la scoperta dell’acqua calda, accorgendosi, dopo quasi tre lustri dalla sua installazione che la fontana non è provvista di pompa e che in tanti anni si sarebbe sprecata una quantità industriale del prezioso liquido – afferma Capodanno -. Stupefacente al riguardo la dichiarazione dell’attuale numero uno della municipalità collinare, “sconcertato” nell’apprendere della notizia dello sperpero di acqua potabile che avviene in detta fontana. Ma dove vive questo signore che è costretto a correre dietro a presunti scoop giornalistici per conoscere i problemi del quartiere che amministra da anni ? “.

            “ Restano invece in piedi in questa kafkiana vicenda alcuni interrogativi – puntualizza Capodanno -, rispetto ai quali auspichiamo che venga aperta un’indagine per fare chiarezza. In particolare per sapere se la condotta di adduzione che alimenta la fontana è dotata, lungo il suo percorso, di un normale contatore per la misura della quantità di acqua fornita e, in caso contrario, come vengono calcolati i metri cubi di liquido erogato. Se l’azienda erogatrice, così come si fa per qualsivoglia utenza, dopo avere effettuato le periodiche letture, ha chiesto il pagamento di quanto dovuto al Comune di Napoli e, in questo caso, a quanto ammonta dall’installazione a tutt’oggi la somma richiesta e/o pagata per la fornitura d’acqua per il funzionamento della fontana di via Scarlatti. Se esistono al riguardo situazioni debitorie per il mancato pagamento di quanto dovuto e a quanto ammontano “.

            “ Domande rispetto alle quali si resta in attesa di risposte in tempi brevi – conclude Capodanno -. Così come è auspicabile che, effettuati i necessari ed opportuni accertamenti, si voglia provvedere prioritariamente da parte degli uffici competenti a mettere in atto tutti gli accorgimenti tecnici atti ad evitare il perpetuarsi di eventuali sprechi “.

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Il quartiere collinare visto da Gennaro Capodanno, ingegnere e a lungo consigliere della circoscrizione. Negli ultimi anni ha costituito diversi comitati per sostenere le battaglie comuni insieme ai cittadini della zona. Tra questi il Comitato per il trasporto pubblico e il Comitato Valori collinari, dei quali è presidente.

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