Vomero

San Martino al Vomero: degrado e abbandono

Subito il rilancio turistico dell’area

 

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            Sul grave stato di abbandono e di degrado dell’area di San Martino al Vomero, aggravato dal black out che da circa sette mesi non consente d’illuminare al calar delle tenebre la splendida Certosa, occorre procedere con interventi urgenti non più differibili.

            Non possiamo più assistere passivamente all’incuria ed al degrado che affliggono i beni culturali ed ambientali di Napoli e della Campania, con un continuo quanto stucchevole palleggiamento di responsabilità. Nel caso in questione la querelle riguarda l’amministrazione comunale e la società che fino a qualche mese addietro aveva in carico la manutenzione dell’impianto d’illuminazione del monumento. Il risultato è che dopo oltre 200 giorni i guasti non sono stati riparati ed il monumento di notte resta “oscurato” alla vista dei napoletani e dei pochi turisti che oramai arrivano in città.

 

Nell’area di San Martino si trovano beni artistici ed ambientali unici al mondo. Difatti, oltre alla Certosa vi sono il Museo di San Martino con la passeggiata dei monaci e Castel Sant’Elmo. Eppure i turisti che si arrampicano sin sulla collina si contano sulle punte delle dita della mano. L’ultima dimostrazione dello stato comatoso della zona è data dalla chiusura negli anni scorsi dell’unico albergo presente in zona, l’ex hotel Belvedere.

            Per richiamare l’attenzione delle istituzioni sui problemi di San Martino auspichiamo l’interessamento immediato del ministro per i beni e le attività culturali, del presidente della giunta regionale della Campania e del sindaco di Napoli, attivando con sollecitudine gli interventi necessari per i rilancio di uno dei luoghi più belli e significati del capoluogo partenopeo.

 

 

Vomero

Il quartiere collinare visto da Gennaro Capodanno, ingegnere e a lungo consigliere della circoscrizione. Negli ultimi anni ha costituito diversi comitati per sostenere le battaglie comuni insieme ai cittadini della zona. Tra questi il Comitato per il trasporto pubblico e il Comitato Valori collinari, dei quali è presidente.

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