Vomero

Parcheggi interrati al Vomero: partono i licenziamenti

Ribadiamo ancora una volta le nostre richieste, con la sospensione immediata della creazione di nuovi cantieri al Vomero in relazione ai parcheggi privati, anche rispetto ad altre aree già individuate o da individuare da parte del commissariato per l'emergenza traffico

 

Sabato scorso già siamo scesi in piazza con altre associazioni per protestare contro l'apertura al Vomero dei cantieri per la realizzazione di parcheggi privati interrati, già operanti in piazza Muzii e in via Andrea da Salerno. Purtroppo, apochi giorni di distanza, le prime vittime di un distorto uso del territorio, con cantieri che creano disagi e preoccupazione ai residenti ed irreversibili danni alle attività commerciali, sono i lavoratori di due aziende che operano in piazza Muzii, costrette ad annunciare dalla sera alla mattina la necessità di licenziare dieci dipendenti in tutto. E siamo solo agli inizi, purtroppo. Anche i commercianti che operano in via Andrea da Salerno, dove si trova l'altro cantiere, lamentano forti perdite, come hanno confermato nel corso del corteo tenutosi sabato scorso.

Ribadiamo ancora una volta le nostre richieste, con la sospensione immediata della creazione di nuovi cantieri al Vomero in relazione ai parcheggi privati, anche rispetto ad altre aree già individuate o da individuare da parte del commissariato per l'emergenza traffico, la costituzione immediata di un tavolo di confronto permanente con la partecipazione di rappresentanze di residenti e commercianti per i due cantieri già operanti, per la valutazione delle iniziative da intraprendere per eliminare disagi e perdite di posti di lavoro, la cantierizzazione dei lavori per il parcheggio d''interscambio " Cilea", sotto i viadotti della Tangenziale e di quelli per il nodo d'interscambio tra la metropolitana collinare e la circumflegrea, previsto in via Fracanzano e che dovevano partire già nel mese di settembre dell'anno scorso, al fine di migliorare il sistema intermodale di trasporto su ferro.

Vomero

Il quartiere collinare visto da Gennaro Capodanno, ingegnere e a lungo consigliere della circoscrizione. Negli ultimi anni ha costituito diversi comitati per sostenere le battaglie comuni insieme ai cittadini della zona. Tra questi il Comitato per il trasporto pubblico e il Comitato Valori collinari, dei quali è presidente.

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Commenti (3)

  • Avatar anonimo di Tomtom
    Tomtom

    Capisco i disagi che provoca un cantiere. Capisco la preoccupazione per la staticità delle abitazioni che danno sui cantieri. Ma che un cantiere porti un calo nelle vendite di un locale affermato come Bellavia non lo capisco. Bellavia non è un ristorante con tavoli esterni. E' una rinomata pasticceria dove la gente va, compra i dolci va via. E credo che abbia clienti per lo più locali. Possibile che la gente non ci vada più solo perchè non può più parcheggiare davanti alla pasticceria?? Secondo me stanno esagerando, magari temono che la fine della sosta selvaggia con la creazione dell'area pedonale porti i clienti a preferirie altre pasticcerie. Timore infondato, se mi piace una pasticceria ci vado anche a piedi! A meno che il napoletano non abbia tanta "ernia inguinale"...

    • Avatar anonimo di Gennaro Capodanno
      Gennaro Capodanno

      Bellavia è un bar-pasticceria. E' notorio che questi locali hanno moltà clientela di passaggio, tanto più se posti in uno snodo fondamentale del traffico come piazza Muzii. Molte persone fermano l'auto e si recano nel locale. Oggi ciò non è possibile. Peraltro licenziare dei dipendenti per un datore di lavoro è sempre doloroso. E' tra l'altro una sorta di ammissione che gli affari non vanno bene. Peraltro sarebbe anche facile controllare se il calo risponde a verità. Vorremmo tutti che non fosse così perchè Napoli di certo non ha bisogno di ulteriore disoccupazione.

      • Avatar anonimo di Angelo
        Angelo

        Cmq faccio notare che chiudere un cantiere significherebbe licenziarne gli operai... pertanto è un discorso abbastanza ipocrita, un nuovo lavoro in genere presuppone un investimento e pertanto nuova occupazione dall'operaio al progettista... Anche sulla sicurezza ci sarebbe molto da discutere, ma senza visionare i progetti sono tutte parole al vento... Mi sembra solo la classica lamentela superficiale di chi non entra nel merito se l'opera può o meno essere anche un bene per la collettività, e pensa esclusivamente al proprio orticello. Saluti

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