Vomero

Linea 1 della metropolitana: 35 anni di attese e di speranze

Era il 22 dicembre 1976, un mercoledì, quando sul palco allestito in piazza Medaglie d'Oro, nella zona collinare di Napoli, cominciava, alla presenza dell'allora sindaco di Napoli, Maurizio Valenzi, con la posa della prima pietra, con una linea sulla carta e senza un centesimo in cassa, l'avventura della costruzione di quella che venne poi chiamata la linea 1 della metropolitana

 

 

 

                Se Napoli sprofonda nella classifica per la qualità della vita lo si deve anche alle tante opere pubbliche incompiute che si trascinano da lustri. Spicca tra queste un’opera fondamentale per il trasporto pubblico e per la soluzione dei problemi legati alla viabilità, che affliggono il capoluogo partenopeo. Era il 22 dicembre 1976, un mercoledì, quando sul palco allestito in piazza Medaglie d’Oro, nella zona collinare di Napoli, cominciava, alla presenza dell’allora sindaco di Napoli, Maurizio Valenzi, con la posa della prima pietra, con una linea sulla carta e senza un centesimo in cassa, l’avventura della costruzione di quella che venne poi chiamata la linea 1 della metropolitana. Giovedì prossimo decorre il 35esimo anniversario da quella data ed ancora il sogno di vedere la metropolitana completa non si è realizzato. Un  progetto che nel 1963 fu redatto dall’Ente Autonomo Volturno e regalato all’amministrazione comunale per la costruzione della quinta funicolare che doveva collegare piazza Medaglie d’Oro con il rione Sanità. C’è voluta più di una generazione  perché il collegamento con almeno una parte delle stazioni entrasse in funzione. I cantieri in corso da diversi anni dovrebbero poi consentire di arrivare fino a piazza Garibaldi. Successivamente verrà aperto l’ultimo tratto per completare l’intero percorso con una sorta di “circe line” passando sotto il Centro Direzionale. Il tutto pero non prima del 2012, ma il condizionale, visti i precedenti, è d’obbligo. Con l’occasione rilancio la proposta già formalizzata tempo addietro d’intitolare il metrò collinare, al suo ideatore, a colui che agli inizi degli anni ’70, in posizione quasi isolata, si batte per dare impulso a quest’opera attingendo agli appositi finanziamenti della legge 1042 del 1969. Nelle polemiche che caratterizzano all’epoca lo scontro tra i due partiti di maggioranza, democristiani e socialisti, l’opera dell’allora assessore comunale ai trasporti Luigi Buccico fu fondamentale per portare avanti il progetto di una metropolitana per collegare l’area collinare con il centro cittadino.  Solo dopo l’approvazione da parte del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, avvenuta il 31 marzo 1972, del piano regolatore generale di Napoli nel quale era compreso il piano dei trasporti, voluto proprio da Buccico, nel quale piano la collinare veniva considerata prioritaria, fu possibile sbloccare il finanziamento di 42 miliardi stanziati appunto con la legge 1042. Se oggi Napoli si sta dotando di un sistema moderno di metropolitana che, sebbene ancora incompleto, viene elogiato anche all’estero, il merito va principalmente a Luigi Buccico che ebbe la lungimiranza, sin dagli anni ’70, di comprendere l’importanza, per la soluzione dei problemi del traffico napoletano, di un sistema integrato di trasporto su ferro. A lui giustamente deve essere intitolata quella che oggi viene denominata semplicemente “linea 1 della metropolitana”.

 

 

Gennaro Capodanno

gennarocapodanno@gmail.com

 

 

 

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Il quartiere collinare visto da Gennaro Capodanno, ingegnere e a lungo consigliere della circoscrizione. Negli ultimi anni ha costituito diversi comitati per sostenere le battaglie comuni insieme ai cittadini della zona. Tra questi il Comitato per il trasporto pubblico e il Comitato Valori collinari, dei quali è presidente.

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