Vomero

Dopo oltre mezzo secolo un'altra ditta storica scompare da via Bernini

Il commercio al Vomero parla sempre più cinese

            “ Un altro pezzo di storia del Vomero ci ha abbandonati – esordisce amareggiato Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Il marchio di una nota ditta, leader in ambito nazionale della regalistica e dell’arte della tavola,  presente in via Bernini al civico, 57, dove, nel 2008, si era trasferita come “galleria Ciccolella”, dopo che precedentemente fin dal 1961 aveva operato al Vomero, prima in piazza Vanvitelli, e poi dal 1965 nei locali, sempre in via Bernini, con accesso dal civico 43,  dopo 55 anni di presenza, di recente è scomparso in uno all’insegna che lo caratterizzava “.

           “ Così, nel silenzio delle istituzioni preposte – prosegue Capodanno -, aziende che, in oltre mezzo secolo di vita, hanno reso famosi gli esercizi commerciali di tradizione del Vomero, continuano a scomparire. L’ultimo evento del genere, all’inizio di questo mese, sempre in via Bernini, aveva riguardato la chiusura della storica trattoria Sica,  presente al Vomero dal 1936. Ma prima ancora, nel solo tratto di via Scarlatti, oggi pedonalizzato, avevano chiuso ditte presenti da decenni, come il Bagaglino, Abet, Coppola. Daniele, senza dimenticare Cimmino, il negozio di fiori storico al centro di detto tratto di strada. Come poi non ricordare la scomparsa di librerie storiche come Guida in via Merliani e Loffredo in via Kerbaker? Ma questo solo per citarne alcuni “.

            “ Una trasformazione quella del settore commerciale vomerese, che ha subito un’improvvisa ed emblematica impennata dall’inizio di questo secolo – continua Capodanno -. Al posto delle botteghe artigianali e di esercizi commerciali di antiche tradizionali famiglie vomeresi, che si trasmettevano di padre in figlio, sono arrivate attività di ogni tipo, principalmente a carattere gastronomico, come bar, gelaterie, ristoranti e paninoteche. Una trasformazione che meriterebbe certamente un’attenzione e un’analisi più approfondita da parte degli enti e degli uffici a tanto preposti  “.

            “ Un  altro settore, in forte espansione negli ultimi anni al Vomero, è il commercio cinese – aggiunge Capodanno -. Commercio quest’ultimo, che, a partire dalla metà degli anni ’90, aveva cominciato ad espandersi nel capoluogo partenopeo nelle piazze e nelle strade poste intorno alla stazione ferroviaria, estendendosi poi gradualmente fino ai vicoli della Duchesca, vendendo articoli tutti provenienti dalla Cina, per lo più abbigliamento, oggettistica e giocattoli, rimanendo però per alcuni lustri confinato in quell’ambito “.

            “ Solo da qualche anno a questa parte - sottolinea Capodanno - i commercianti del sol levante hanno cominciato a manifestare un notevole interesse per i locali liberi nel popoloso quartiere collinare, con oltre 1.600 esercizi a posto fisso, su appena due chilometri quadrati di superficie. Attività falcidiate dalla crisi ma anche dagli elevati costi di gestione, senza che la Regione e gli Enti locali mettessero in campo alcuna iniziativa valida e concreta per sostenerle e superare le difficoltà del momento “.

            “ Così, nel 2013, nell’area collinare del capoluogo partenopeo aprono i primi esercizi, che, come nella classica tipologia del commercio cinese, sono rappresentati da empori forniti di ogni tipo di prodotto, tutti esclusivamente “made in China” - puntualizza Capodanno -. Le prime attività sorgono in vico Acitillo e in via Luca Giordano, a seguire l’anno seguente il megastore in via Giotto e poi da ultimo il negozio in via Kerbaker. A giorni aprirà un altro esercizio commerciale cinese. Indovinate dove? Proprio in via Bernini, 57, nei locali dell’oramai ex galleria Ciccolella, dove l’allestimento è già in fase avanzata “.

Vomero

Il quartiere collinare visto da Gennaro Capodanno, ingegnere e a lungo consigliere della circoscrizione. Negli ultimi anni ha costituito diversi comitati per sostenere le battaglie comuni insieme ai cittadini della zona. Tra questi il Comitato per il trasporto pubblico e il Comitato Valori collinari, dei quali è presidente.

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