Storie&Controstorie

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Napoli: "Una dichiarazione d'amore per la mia città"

Napoli mia... Amore eterno. Da sempre e per sempre...

Questa è una dichiarazione d’amore. Improvvisa, violenta. M’è venuta voglia così, solo per aver visto sul profilo di non ricordo neppure chi una foto di un panorama. Quel panorama che chi mi conosce sa che lo fotografo, lo filmo e riprendo ogni volta che posso. Ebbene sì, amore. Amore per Napoli. NAPOLI, a lettere grandi, maiuscole, immense, gigantesche. Napoli, la mia città, la città di mio padre e di mia madre. Bellissima, incantevole, da sogno. Brividi. Da sempre, per sempre. Ricordo i tempi del ginnasio. Anni ’80, i mitici anni ’80. Andavo sul Lungomare, a via Caracciolo, con i miei compagni di classe. Applaudivo. Sì, applaudivo di fronte a quello spettacolo che apriva e apre il cuore. Applaudivo e qualcuno mi prendeva in giro. Adesso applaudono tutti, giù il cappello. Io pure applaudo, continuo ad applaudire, ogni volta che vado lì e vedo quel mare, quei colori, quel cielo, quegli scogli, quelle barche, quei pescatori. Oleografia, forse, chissà, ma io davvero vado lì e mi commuovo. Pazzo, forse, chissà. Eppure io davvero la sera vado lì, a guardar le stelle, a respirare il mare, a sentire il vento sulla faccia. Qualcuno lo sa, qualche altro mi vede. Qualcuno capisce, altri no. Qualcuno vorrebbe ma non può, altri vorrebbero ma poi la gente che dice e chi ti vede e così e colà. Amore. Posillipo, San Martino, e poi la pizza, i pastori, i presepi, i musei, gli artisti, i grandi del passato, la filosofia, attori, scultori, pittori, poeti, cantanti e via dicendo. Ma chi ce le ha tutte queste cose, chi può dire così ad alta voce “io sono di Napoli” e guardare gli occhi della gente per vedere che reazione hanno? Senza paragoni, confronti o rivalità: Napoli è unica, inimitabile, inavvicinabile, inarrivabile. Certo, i problemi. E certo che ci sono. E mica faccio lo struzzo, mica metto la testa sotto la sabbia. Lo so che ci stanno i delinquenti, i rifiuti, i bastardi. Lo so, li vedo, ne scrivo, li critico, li contesto, ci litigo, rischio di abbuscare ma non sono loro che rovineranno sempre la mia città. Non possono, non devono, non potranno. Qualcuno mi scrisse di non far vedere i rifiuti dietro la stazione centrale. E perché? Perché devono vincere sempre loro, i cattivi, quelli che violentano e deturpano per il gusto di violentare e deturpare la città? No, non vinceranno. Lo sappiamo. Napoli è bella gente, anzi, brava gente. Brava. Anzi, BRAVA. Tutto maiuscolo, come all’inizio, quando ho scritto NAPOLI a caratteri cubitali. E questa brava gente, noi brava gente, amiamo la nostra città, ne soffriamo se qualcuno la maltratta, e la difendiamo, anche fuori dallo stadio, con le azioni, le opere, il comportamento, l’esempio. Viva Napoli, viva i napoletani. Quelli che non buttano le carte a terra, non buttano rifiuti a tutte le ore, rispettano il semaforo, fanno attraversare la vecchietta sulle strisce, non rubano i computer dalle scuole dei bambini, non spacciano e non bullizzano. Quelli che si emozionano di fronte a un paesaggio, a un tramonto, un panorama. Quelli che sentono il profumo del mare e tornano con la mente a quando erano bambini, quelli che guardano il cielo azzurro, magari con un tarallo in mano, e si girano attorno e rivedono i padri, le mamme che non ci sono più ma che Napoli l’amavano e sono sempre lì. Basta. Vi siete stancati, forse neppure siete arrivati alla fine. Napoli, Napoli mia, nostra, vostra. Napoli ti amo. Sempre, da sempre. E per sempre.

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" Storie e storielle. Fatti e fattacci. Il bello e il brutto. Insomma, un po' di Napoli. Mario Amitrano 50 anni, napoletano d.o.c., giornalista ""da sempre"". "

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