Confinati ed emarginati, la rete che unisce

La Lonardo scopre il web e annuncia di voler fare campagna elettorale attraverso la rete. I social-network uniscono gli immigrati, grande successo della "Journee sans immigres".

Sandra Lonardo scopre la rete, si accorge che attraverso i social-network può raggiungere quelle masse che non riuscirà ad incontrare nelle piazze, la sua campagna elettorale è infatti limitata dal divieto di dimora impostole dalla Procura di Napoli. Il confino deve averla fatta sentire una regina deposta, ma supera con questo stratagemma i secoli bui del medioevo. «Sono forse la prima nella storia a fare campagna elettorale attraverso la rete – spiega lady Mastella – Ho parlato con un professore universitario mio amico e mi ha detto che si potrebbero fare tesi di laurea sulla mia decisione di affidare all’etere la campagna elettorale».


Rimarrà forse delusa quando scoprirà l’uso costante della rete da parte dei top dell’Idv e del Movimento 5 stelle che hanno compreso da tempo le potenzialità di questo strumento. Forse però, sarebbe stato meglio continuare a pensare agli ologrammi, poiché, a mio parere, il target di elettori che voterebbe Udeur non è identificabile con il popolo della rete. Lady Mastella, porta davanti agli elettori il peso dell’inchiesta sulla gestione criminosa dell’Arpac, per la quale si dichiara: «del tutto estranea a qualsiasi fatto».


Clemente Mastella, interviene su De Luca: «Lui accampa di essere la novità rispetto a noi ma non ha avuto sul piano nazionale la notorietà o la possibilità mia o di De Mita». Una dichiarazione da punto interrogativo, al leader dell’Udeur sfugge che qualcosa di nuovo è necessariamente “non noto”. Intanto, i sospetti avvalorati dalla vicinanza di alcuni personaggi già coinvolti con la malavita, hanno fatto scattare un indagine conoscitiva sui nomi delle liste.


Ad un anno e mezzo dalla strage di Castel Volturno, anche la città di Napoli ha aderito alla manifestazione degli immigrati, derivata dall’iniziativa francese “Journee sans immigres, 24h sans nous”. In un paese dove quasi la metà dei giovani si dichiara quantomeno infastidito dalla presenza degli stranieri c’è molto da fare per raggiungere un grado di civiltà favorevole non solo alla convivenza, ma all’interesse comune.


Attraverso la manifestazione si è messo in luce l’atteggiamento contraddittorio di un paese che ha bisogno degli immigrati, per i suoi anziani, le sue fabbriche, i suoi campi, ma che se ne avvale lasciandoli sistematicamente in una marginalità civica, sociale e religiosa. Per corso Umberto hanno sfilato, secondo gli organizzatori 10.000 stranieri, per lo più di pelle scura, di quelli che hanno dovuto affrontare i viaggi nel deserto e sono rimasti poi per giorni in mare, sperando di sopravvivere. Tra di loro anche i romeni, accolti in Europa con l’insistenza del capo del Governo e poi raccolti in un sol fascio dai telegiornali. Le comunità etniche sono diverse, all’appello mancano solo i cinesi.


La protesta che portava il colore simbolo del Sole, si è svolta pacificamente, fin quando in seguito ad un incontro avvenuto tra il prefetto Pansa e l’assessore comunale alle politiche sociali Giulio Riccio, accompagnato da una delegazione di immigrati, questi non è stato aggredito da alcuni teppisti travestiti da disoccupati organizzati. La Iervolino ha definito l’episodio: «un’indegna e incivile aggressione da parte di alcune frange estremiste di disoccupati durante la pacifica e civile manifestazione degli immigrati. È inammissibile e intollerabile che nella piazza che rappresenta il cuore civile della città si faccia ricorso a sistemi».


Episodi di intolleranza sono denunciati anche dai ragazzi del centro sociale Insurgencia, che accusano gli autisti degli autobus sulla tratta che unisce Mondragone a Castel Volturno di passare dritto davanti agli immigrati. Secondo le testimonianze, addirittura davanti alle persone di colore i conducenti accelerano sprezzanti delle regole civili, lasciandole per ore sotto il Sole o la pioggia, anche quando sui mezzi non mancano posti liberi. I dirigenti dei Cpt Montgomery, dichiarano di essere a conoscenza dei fatti, ma che gli autisti che non si fermano, non hanno posti liberi disponibili.


Fabio Raimo

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