Fini, il Sud non confidi nelle promesse

Fini ammette l'utilizzo politico del Sud, «Siano i meridionali a rilanciarlo». Grillo lancia un aiuto a Pdl che intanto si appresta al varo della "Love boat".

Un mare pescoso quello del Sud, dove i voti si barattano con le illusioni, dove le promesse si accavallano come le gambe di una cortigiana. Questo bacino copioso di speranze, cullato dai prestigi dei politicanti e compromesso dalle classi dirigenti. Per stessa ammissione di Gianfranco Fini, il meridione è una terra che non ha futuro negli interessi dello Stato, il cambiamento può essere operato solo dai suoi abitanti, che oramai strautilizzati hanno capito l’antifona.

Il cambiamento passa dall’etica, poiché senza di essa vengono automaticamente a mancare i principi base del rinnovamento. Non si può credere in uno Stato, nel quale l’integrità morale dei suoi esponenti non rappresenti un modello ideale. Qualche tempo fa il magistrato Henry John Woodcock, querelò Fini per le parole che pronunciò contro di lui a «Porta a Porta» (2006). Nell’ottobre di questo anno, il presidente della Camera annunciò di voler rinunciare al Lodo Alfano per difendersi in tribunale, l’atto sorprese piacevolmente il Woodcock, che ritirò la denuncia. Questa piccola parentesi rafforza le parole dell’ex leader di An che dice: «Sancire la non candidabilità dei condannati per i reati contro la pubblica amministrazione è un principio a tutela dello Stato e dei cittadini». Quindi, «la fondamentale importanza di un rinnovamento della politica attraverso una rigorosa selezione della classe dirigente all’interno dei partiti, anche di quella proveniente dalla società civile».

Guardando alla Campania, dove le liste dei vari schieramenti sono invase da candidati e sostenitori con precedenti, Fini sembra dare una spinta al candidato del Movimento 5 stelle Roberto Fico. L’aspirante governatore è stato presentato da Grillo a Giugliano, dove il comico-blogger ha coinvolto i cittadini sulle carenze della politica moderna e la sua inadeguatezza pratica e morale.

«Non sappiamo cosa c’è dentro le ecoballe» - dice Grillo - «banche, rifiuti tossici, P2, camorra. Ci trovi dentro qualsiasi cosa, come nel nostro governo sono la metafora della putrescenza della politica italiana di oggi». Si prodiga ironicamente in una parola di sostegno per il Pdl che in questi giorni ha fatto ricorso a metodi di dubbia costituzionalità per mettere una pezza alle mancanze dei suoi componenti. - «Oggi ho telefonato al Pdl, gli ho chiesto se gli servivano delle firme perché noi ne abbiamo in abbondanza. Solo in Campania ne abbiamo raccolte più di undicimila, tutte vere e certificate, con i banchetti per strada». - Niente politici, ma cittadini - «Io sono solo il detonatore di questi ragazzi straordinari, votare per loro vuol dire votare per se stessi, perchè sono cittadini normali come tutti noi che semplicemente non si sentono più rappresentati da nessuno».

Il Partito dell’amore campano non bada a spese per la campagna elettorale e riprendendo l’idea della “nave azzurra” che nel 2000 solcava i mari con a bordo il Capitano Berlusconi e i suoi, in una disastrosa traversata per i naviganti ammalati, fratturati e disastrati, adotta un aliscafo. L’idea è di Cosentino, la “Love Boat” farà tappe andata e ritorno nei principali porti della costiera sorrentina, amalfitana e cilentana. A bordo non è previsto il presidente del Consiglio, ma in molti sperano possa essere a bordo a guidare la flotta regionale. Berlusconi annuncia però di voler presto tornare a Napoli, per mangiare una pizza e far sentire ai sostenitori l’ultima sua canzone: “Tengo ‘o core into zucchero”.


Fabio Raimo

 

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