Patti e dimostrazioni di forza

Berlusconi a Napoli, cresce l'attesa. Imponente la campagna che annuncia l'arrivo del premier 40000 manifesti e almeno 100 pullman.

Dimostrazioni di forza, come quelle che nel secolo scorso rincuoravano gli uomini in nero che vedevano sfilare i ferri al ritmo del patriottismo e del comando. Esaltazioni di menzogne svelatesi nel tempo e costruite sulla disinformazione, la violenza e la sordida mania di cambiare le regole dei giochi.


L’appuntamento del premier a Napoli si annuncia un affare mediatico più che politico. La tappa della campagna elettorale nostrana conta già 40.000 manifesti ad annunciare il suo arrivo, 200 testate giornalistiche che hanno chiesto di essere accreditate, 5000 bandiere del Pdl pronte a sventolare in onore del presidente.


Cosentino preannuncia l’avvento come: «Un patto del fare anche per la nostra regione. Non è uno slogan, ma un vero e proprio impegno che il capo del Governo, in prima persona, intende proporre agli elettori della Campania».


“Patto”, una parola priva di validità in politica, come stabilito dal Tribunale civile di Milano: «Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi nel "Contratto con gli italiani" non hanno valore contrattuale», motivazione attraverso cui la corte diede torto ad un cittadino che aveva citato Berlusconi per aver mancato tutti e cinque i punti delle sue promesse elettorali. La sesta promessa dell’attuale premier, diceva che non si sarebbe ricandidato nel caso il suo governo avesse fallito gli obbiettivi. Peter Gomez e Marco Travaglio commentarono la presentazione del Cavaliere alle nuove elezioni: «Pur avendo mancato tutti e cinque i traguardi, Silvio Berlusconi si ricandida. Così non mantiene nemmeno il sesto e ultimo impegno».


Dal canto suo Caldoro si riscalda accanto al ministro del Welfare Sacconi sui temi della sanità: «Non è immaginabile utilizzare i fondi Fas per mantenere il bilancio della sanità campana così come è, con i suoi mille buchi. È criminale chiedere soldi per continuare a produrre voragini di bilancio senza puntare alla salute dei cittadini. È criminale. È un crimine politico. E ora, il centrosinistra mi denunci pure».


Sacconi vorrebbe una sanità efficiente come quelle delle sue parti: «a Conegliano» - dice – l’ «Asl ha registrato alcuni milioni di avanzo, grazie al fatto che è strutturata in una fitta rete di servizi territoriali». Il Pdl non utilizzerebbe mai i fondi Fas per scopi impropri.


Fabio Raimo

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