Sabato, 24 Luglio 2021
Nuovi napoletani

Opinioni

Nuovi napoletani

A cura di Vincenzo Sbrizzi

Storie di essere umani che sono arrivati a Napoli per vivere una vita migliore e che la città ha accolto come nuovi cittadini. Paure, speranze e sogni di persone che dagli angoli più disparati della terra hanno scelto di vivere all'ombra del Vesuvio

Nuovi napoletani

Rachelle, storia di un amore spezzato dai lager libici

Partita dalla Costa d'Avorio con l'amore della sua vita non ha più sue notizie dal giorno in cui sono stati divisi

La vita di Rachelle è segnata dalla guerra. Quello che prima sembrava tutto normale cambia quando scoppia la guerra civile in Costa d'Avorio. Lei vive ad Abidjian, di fatto la città più importante del Paese anche se la capitale è Yamoussoukro. Ha quattro figli e una vita normale con il padre dei suoi figli. La guerra che parte tra il 2010 e il 2011 però cambia tutto, sia nel Paese che fra le mura domestiche. La guerra civile si porta con sé i genitori di Rachelle e dà il via a una profonda crisi economica che lascia tante persone senza lavoro. Tra queste c'è anche il marito di Rachelle. Gli effetti sono devastanti per la sua famiglia. Diventa violento e comincia a bere al punto da costringerla a lasciare la casa. Si rifugia dalla zia portando con sé i piccoli. Lei è rimasta vedova e ha perso cinque figli durante le ostilità.

La scelta di partire 

Si stringono e si danno fiducia vivendo insieme per un anno. Vivere è un parolone visto il livello di povertà a cui sono costrette entrambe insieme ai bambini. Più si va avanti e Rachelle ha sempre meno scelto. Non può continuare così. Prende una decisione difficilissima: lasciare i figli lì e abbandonare il Paese per riuscire a guadagnare qualcosa da mandare in patria. Questa decisione riesce a prenderla grazie al supporto di una persona che conosce e che dovrà affrontare il viaggio con lei. Insieme riescono a raggiungere la Libia anche se non sanno ancora cosa li aspetta. O meglio l'immaginano ma insieme si fanno forza. Ormai si sono innamorati e sono pronti a sorreggersi l'uno con l'altra. Arrivano nel Paese a inizio 2017 ed è già tempo dei campi di detenzione con i quali l'Europa pone un freno alle partenze dal continente.

Divisa dal suo amore 

Lo fa nel modo più disumano possibile e di questi metodi sono vittime anche Rachelle e il suo nuovo amore. Appena arrivati sul posto viene divisa da lui. Sarà l'ultima volta in cui riuscirà a vederlo. Da sola rimane in quei campi per due mesi prima di riuscire a partire. Sempre sola affronta il viaggio in mare e riesce ad arrivare a Lampedusa. Da lì viene portata a Napoli. Finisce in un centro d'accoglienza di Materdei. Lì conduce la vita che purtroppo tocca a tutti i migranti, tra attese e speranza di costruirsi un futuro, i primi contatti con la nuova realtà e la nuova lingua da imparare. Mentre si trova nel centro però le capita un evento fortunato.

La nuova vita come sarta 

Decide di comprare una macchina per cucire usata. È sempre stata una sarta e vuole provare a rifarlo anche qui in Italia. Quando al centro d'accoglienza vedono cosa è capace di fare con ago e filo le propongono di acquistare delle stoffe africane e provare creare degli abiti. Il risultato è sorprendente e così inizia una nuova vita. Ottiene l'asilo politico e viene trasferita in uno Sprar a Mugnano. Lavora sia come collaboratrice domestica e nel tempo libero continua a cucire. Fino a quando entra in contatto con la sartoria sociale Nakupenda. Insieme alle altre ragazze del gruppo dà vita a una serie di iniziative tra cui anche delle sfilate. Il suo obiettivo adesso e far arrivare i suoi quattro figli attraverso il ricongiungimento familiare. E chissà un giorno riuscire a riabbracciare quella persona che le ha dato la forza di partire e cambiare vita ovunque sia adesso.

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