Martedì, 21 Settembre 2021
Nuovi napoletani

Opinioni

Nuovi napoletani

A cura di Vincenzo Sbrizzi

Storie di essere umani che sono arrivati a Napoli per vivere una vita migliore e che la città ha accolto come nuovi cittadini. Paure, speranze e sogni di persone che dagli angoli più disparati della terra hanno scelto di vivere all'ombra del Vesuvio

Nuovi napoletani

Marian, quando la macchina da cucire ti salva dal marciapiede

Vittima di tratta dalla Nigeria, è riuscita a salvarsi grazie a una connazionale

Quando Marian ha lasciato la Nigeria aveva solo 18 anni. A dire il vero non aveva nemmeno i soldi per partire. L'Edo State è uno dei più poveri della nazione e lei non fa eccezione. L'unica scelta è quella di abbandonare tutto e cercare una vita dignitosa altrove. Il fatto che le manchino i soldi per il viaggio paradossalmente non è un problema, soprattutto in Nigeria. A sapere questo cosa comporterà, chiunque li vorrebbe avere. Nulla è gratis. Marian è decisa a lasciare il Paese e non ci mette molto a trovare qualcuno che le organizzi il viaggio. Si tratta delle cosiddette “sister”, donne che si offrono di organizzare tutto. Infine danno un numero a cui chiamare una volta arrivati a destinazione. Ci penseranno lì a trovare un lavoro.

L'inizio del viaggio 

La prima tappa per Marian è la Libia dove viene bloccata con altre persone. Trascorre cinque mesi all'interno di un posto enorme con all'interno decine di persone ammassate. Poi arriva il suo turno per partire. Il viaggio lo farà insieme ad altre 120 persone. Appena arrivata in Italia digita il numero di telefono che le è stato dato. Le indicano di andare a Como. Lì l'aspetta il riscatto dei soldi dateli per il viaggio. Un riscatto da pagare sulla strada prostituendosi. Quando sembra non avere altra scelta per sfuggire a questo destino conosce un'altra ragazza nigeriana, Stella. L'obiettivo è quello di scappare a Firenze dove la sua nuova amica può trovarle un lavoro per mantenersi. Non ci pensa su due volte e si sposta in Toscana dove inizia a lavorare come domestica. Comincia tutta la trafila per ottenere i documenti e il passo più importante è quello di trovare un contratto di lavoro. Quando ci riesce, è capace di risparmiare anche dei soldi per mandarli alla sua famiglia. Le cose vanno meglio quando entra in contatto con altre ragazze nigeriane che le parlano di un progetto a Napoli.

La possibilità di tornare a fare la sarta 

Una possibilità che potrebbe farla tornare a fare ciò che ama di più, ciò che ha sempre fatto anche quando era in Nigeria. Marian è sempre stata una sarta e l'opportunità di cui le parlano può dare la possibilità di riprendere. In questo modo scopre il progetto Nakupenda, una sartoria sociale che realizza abiti con stoffe africane. L'unica difficoltà è che il laboratorio si trova a Napoli. Quattrocento chilometri di distanza non saranno mai un problema per chi viene dall'altra parte del mondo. Così ogni volta che il gruppo di lavoro si incontra per cucire e progettare i nuovi abiti, Marian si mette in treno e viene a Napoli.

La voglia di portare in Italia la sua famiglia 

Quando ha finito torna indietro a Firenze e va a lavorare. Come se non esistesse la stanchezza. Perché la stanchezza non esiste di fronte a qualcosa che ami. La speranza di Marian è far diventare questo progetto il suo nuovo lavoro. Le piace Napoli e guarda con favore alla possibilità di trasferirsi qui a vivere. Prima però ha un altro obiettivo più importante: portare la sua famiglia in Italia. Non vuole più che suo fratello, sua sorella e sua madre vivano ancora in povertà in Nigeria. Da due anni lavora sodo per riuscire a mettere soldi da parte e farli arrivare qui. Adesso questo le interessa più di tutto.

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