Nuovi napoletani

Nuovi napoletani

Justine, salvata dalla tratta di esseri umani dall'amore conosciuto nei campi libici

A 22 anni è arrivata in Italia ed è riuscita a sfuggire al business della prostituzione grazie a Chris

Justine la sua storia la racconta a bassa voce. È questa la sua cifra, l'anima del suo essere. Sottovoce spiega chi è e da dove viene. Alza il tono per qualcosa di cui è fiera, lo abbassa tremendamente per qualcosa di cui si vergogna. Ha 26 anni e viene dalla Nigeria. Dal Delta State, non dice la città perché in realtà i nigeriani sono abituati a dire lo staterello della federazione da cui provengono, anche se, come nel suo caso, sono nati solo tre anni prima della sua nascita. Quasi come se la vivessero come una conquista di cui andare fieri. Lì cresce e frequenta la scuola dell'obbligo. Fino alla scuola secondaria per cuochi. Le piace fare le torte e così sceglie quell'indirizzo di studi. Il problema è che non lo può completare. Non ha abbastanza soldi per sostenere la fase dei tirocini finali. Quelli che magari ti danno la possibilità di trovare un lavoro per il quale hai studiato. Lei ci prova a fare anche altri lavori, ma purtroppo non bastano.

Non bastano a tenerla nella terra dove è nata. Il suo futuro non è lì. Lo sanno i suoi genitori che raccolgono i soldi per farla andare via. Si fanno concedere un prestito per pagare quello che il viaggio della speranza di milioni di persone. Per darle una possibilità che altrimenti dovrebbe pagare caramente, a costo della sua dignità e forse anche della sua vita. Una volta raccolti i soldi, vengono affidati a una persona che le organizza il viaggio. Ce ne sono a decine in Nigeria. Le autorità internazionali le definiscono componenti di un'organizzazione criminale capace di gestire la tratta degli esseri umani. Justine ha solo 22 anni quando saluta il padre, la madre i suoi tre fratelli, le tre sorelle, e parte. Il crocevia del suo viaggio, come quello di tutti i migranti che arrivano dall'Africa, è la Libia.

Lì viene bloccata per tre mesi. Vive in un campo enorme, completamente aperto, dove le persone sono costrette a dormire a terra. Un inferno in cui però c'è qualcuno pronto a mitigare i suoi patimenti. Un giovane della sua stessa età con cui fa amicizia. Qualcuno che riesce a farle sembrare il viaggio meno spaventoso. Ma il giorno in cui bisogna affrontare il mare arriva. Si imbarca per la prima volta con un centinaio di persone e a bordo bambini e donne incinte. Poco dopo essere partiti, però, il barcone comincia a imbarcare acqua. Bisogna tornare indietro, per fortuna ci riescono. Partono anche altre barche in quei giorni e qualcuno non ce la fa. A loro arrivano notizie frammentarie di tante persone morte, ma non possono saperne di più. Così arriva anche il giorno del secondo viaggio. Questa volta il barcone riesce a portare tutti a destinazione.

È il giugno del 2016. Arriva a Lampedusa, e lì viene deciso dove dovrà essere spostata. Le tocca Brescia dove però il “sistema” della tratta non vuole lasciarsela scappare. Essere una giovane donna nigeriana significa una cosa sola per chi l'aspetta da questa parte del Mediterraneo. Quella che lei chiama semplicemente “una signora” dice di volerle offrire un lavoro. Qualcosa con cui può mantenersi in Italia, quello che lei sta cercando come l'aria. Quella donna, però, vuole farla prostituire. Justine quando nomina la parola “prostituzione” abbassa il tono della voce. La sussurra con vergogna così come scuote forte la testa per indicare il suo disappunto. Però deve cercare un modo per uscire da questa situazione. Lei ha pagato il viaggio e quindi non possono costringerla ma non è così semplice far valere i propri diritti con certa gente. C'è solo una possibilità, provare a cercare quel ragazzo conosciuto nel campo in Libia. Provare a capire se è partito e se anche lui è riuscito ad arrivare in Italia. Si chiama Chris e così lo cerca su Facebook, come ogni altra sua coetanea, solo che lei ha la speranza che qualcuno le salvi la vita. Un giorno riesce a trovarlo e scopre che lui è arrivato a Napoli dopo essere sbarcato in Sicilia.

Prepara le sue cose e lascia Brescia e quel sistema che voleva farla diventare l'ennesima vittima di tratta di esseri umani. Scappa senza avere un posto dove andare. Sa che deve arrivare a Napoli, ma non sa come. Così come non ha un posto dove stare una volta arrivata in città. A Napoli c'è però chi può aiutarla. Sono gli operatori sociali del Castagno che si mettono in contatto con la polizia e la Caritas di Brescia. Sono loro a pagarle il viaggio mentre gli operatori napoletani le trovano un posto dove stare e nel frattempo cominciare tutta la trafila per ottenere i documenti. È in questo momento, a Napoli, che comincia la sua nuova vita italiana. Si innamora di quel ragazzo che le ha salvato la vita e insieme provano a costruirsi un futuro. Frequenta dei corsi di cucito alla Dedalus dove impara a realizzare accessori da donna, soprattutto borse. È la possibilità che ha di trovare un lavoro che le permetta di mantenersi. Il suo ragazzo lavora in una palestra e riesce a raccogliere i soldi che servono per entrambi. Justine trova un posto dove stare in un centro d'accoglienza di via Gianturco ma soprattutto incontra le ragazze di Nakupenda, la sartoria sociale di Inclusione alternativa, dove può mettere a frutto ciò che ha imparato e realizzare abiti e accessori con stoffe africane.

«Mi piace vivere a Napoli e mi piace il progetto Nakupenda. Può darmi un lavoro per mantenermi e per conservare i soldi per far venire i miei fratelli e le mie sorelle qui. Per ora non abbiamo abbastanza soldi ma lavorando duro potrò riuscire a metterne altri da parte. Qui, se lavori, la vita è migliore rispetto a dove viviamo noi». A Justine è poi arrivato il dono più bello, qualcosa per cui alzare il tono della voce. Tutto il suo racconto, solo sussurrato, ha un sussulto quando parla del suo bambino: Gabriel. Quando dice il suo nome la voce diventa improvvisamente pura, forte, gioiosa. È nato tre mesi fa dall'amore con colui che l'ha salvata e i suoi sorrisi, nascosti dagli scialli con i quali lo ripara dal freddo, la ripagano di tutti i suoi sacrifici.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Amministrative 2020, i risultati nei 28 comuni al voto nel napoletano

  • Regionali Campania 2020, i risultati: Partito Democratico primo partito

  • Polmonite bilaterale, medico del Cardarelli rischia la vita per il Covid: "Tanta paura. Ora sta meglio"

  • Coronavirus, boom di positivi in Campania e un morto su soli 3.400 tamponi esaminati

  • Coronavirus, De Luca: "Tra fine ottobre e novembre attesa la ripresa del contagio"

  • Elezioni Regionali Campania 2020: il fac-simile della scheda elettorale

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
NapoliToday è in caricamento